Il capannone del Guardian

Il giornale britannico sta ristrutturando un grande spazio a Londra dove organizzerà eventi, dibattiti e concerti: aperti solo a chi si iscriverà al progetto "Guardian Live", pagando

Il giornale britannico Guardian ha avviato una nuova serie di iniziative per coinvolgere i suoi lettori e provare a trovare nuove fonti di ricavo, attraverso un programma che prevede iscrizioni a pagamento per partecipare a eventi di vario tipo legati al mondo dell’informazione e non solo. Il progetto si chiama “Guardian Live”, interesserà in primo luogo il Regno Unito e sarà poi esteso negli Stati Uniti e in Australia, dove il giornale ha uffici e redazioni. L’idea è avvicinare i lettori alla redazione del Guardian, renderli più partecipi e al tempo stesso farsi conoscere con sistemi diversi da quelli classici della pubblicità, o della condivisione dei contenuti online (il Guardian ha detto da tempo che non intende introdurre un sistema di pagamento per gli articoli, come hanno fatto molti altri giornali internazionali, e quindi è costretto più di altri a inventarsi nuove cose).

La società editrice del giornale ha annunciato che entro il 2016 sarà pronto un nuovo grande spazio, di circa 2.800 metri quadrati, nella zona di King’s Cross nei pressi della redazione. Il grande capannone, ricavato dal restauro del “Midland Goods Shed”, una struttura realizzata a metà Ottocento per ospitare i passeggeri in attesa che fosse completata la costruzione della stazione ferroviaria vera e propria di King’s Cross. Al suo interno saranno realizzati spazi per ospitare incontri con giornalisti, fotoreporter, artisti, personaggi famosi e per concerti. In attesa del completamento dei lavori, il Guardian inizierà a sperimentare la sua iniziativa con una serie di incontri in giro per il Regno Unito.

Nell’iniziativa saranno coinvolte organizzazioni di vario tipo, quindi in molti casi il Guardian farà da intermediario, fornendo gli spazi e gestendo il meccanismo delle iscrizioni e degli abbonamenti agli eventi. E questa dal punto di vista economico è la parte più interessante.

Per partecipare agli eventi di Guardian Live sarà infatti necessario aderire al programma di iscrizioni (“membership”) del giornale. Le persone interessate potranno scegliere tra tre diversi tipi di iscrizione:

Friend – gratuito, per ricevere aggiornamenti e informazioni sui singoli eventi e avere la possibilità di prenotarli di volta in volta, pagandoli a prezzo pieno;
Partner – al corso di 15 sterline al mese (o 135 sterline se si sottoscrive l’iscrizione annuale) per avere un 20 per cento di sconto su ogni biglietto, diritto a un biglietto scontato per un’altra persona, vedere gli eventi in streaming e avere la possibilità di prenotare in anticipo rispetto a chi ha scelto l’opzione “Friend”;
Patron – a 60 sterline al mese (540 per un’iscrizione annuale) per avere biglietti scontati del 20 per cento, diritto a un biglietto scontato per un’altra persona, prenotazioni degli eventi in anticipo su tutti, accesso agli eventi in streaming, regali e promozioni di vario tipo.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

La società editrice del giornale spera in questo modo di ottenere qualche ricavo in più, oltre a quelli che derivano dalla vendita del suo giornale. Il Guardian vende circa 200mila copie del suo cartaceo nei giorni feriali, cui si aggiungono 100mila abbonamenti alla versione digitale. Il sito invece è completamente gratuito e ciò ha contribuito a renderlo uno dei siti di informazione più letti al mondo. Il Guardian ottiene buoni ricavi dalla pubblicità mostrata online, ma non è una fonte sufficiente per pagare le spese per strutture e soprattutto personale.

Nell’articolo in cui annuncia l’iniziativa, il direttore Alan Rusbridger scrive che il Guardian viene visitato mensilmente da “100 milioni di browser” in giro per il mondo. Se anche una porzione ristretta di queste persone, che già leggono i contenuti del sito e non hanno mai sentito la necessità di sottoscrivere un abbonamento al giornale, fossero attirate dal sistema per iscriversi e partecipare agli eventi, il Guardian potrebbe avere trovato una nuova possibilità di ricavo.

Come spiega Ken Doctor su Nieman Journalism Lab, altri giornali hanno già sperimentato il modello di Guardian Live, ottenendo risultati non sempre incoraggianti. Ma tra gli esempi di relativo successo, Doctor cita quello del Chicago Tribune che ha un sistema per iscriversi a diversi eventi culturali, organizzati nell’area della città.

Guardian Live ha già in programma una serie di eventi per la seconda metà di settembre e per ottobre, che si terranno in diverse città del Regno Unito. Tra gli incontri in programma ce n’è uno con Jimmy Page, chitarrista e compositore, tra i fondatori dei Led Zeppelin, e uno con Naomi Klein, giornalista e autrice del libro NO Logo. Il prezzo per gli incontri oscilla tra le 12 e le 70 sterline a seconda delle iniziative e del luogo in cui sono stati organizzati.