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  • giovedì 7 agosto 2014

Gaza nei giorni della tregua

Le foto di chi torna nelle proprie case, chi cerca tra le macerie, chi riprende a vendere la merce al mercato, mentre in Egitto sono in corso i negoziati per decidere se prolungarla

Dopo giorni di cessate il fuoco annunciati e violati nel giro di poche ore, la tregua di 72 ore iniziate a Gaza alle del mattino – le sette in Italia – di martedì 5 agosto, è ancora in corso e si concluderà, salvo prossimi attacchi da parte di Hamas o dell’esercito israeliano, alle 8 di venerdì. Nel frattempo sono ancora in corso al Cairo, in Egitto, le trattative tra la delegazione israeliana e quella palestinese, composta da rappresentanti di Hamas, dell’Autorità nazionale palestinese e del Movimento per il jihad islamico in Palestina. Haaretz riporta che secondo un alto funzionario israeliano non è stato ancora raggiunto un accordo per prolungare la tregua: il principali punti di disaccordo sono la richiesta da parte di Hamas di rimuovere completamente il blocco della Striscia di Gaza, con la conseguente costruzione di porti e aeroporti, la liberazione dei prigionieri palestinesi e la demilitarizzazione della Striscia.

[Attenzione, alcune immagini sono impressionanti]

Giovedì Hamas ha detto di aver giustiziato alcuni palestinesi sospettati di aver aiutato e passato informazioni alle forse israeliane durante la guerra, mentre le brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, hanno detto di essere pronte a riprendere i combattimenti e distruggere le forze di terra israeliane se entreranno nella Striscia. Stando alle cifre fornite dalle autorità della Striscia di Gaza, i palestinesi morti sono più di 1.800. I soldati israeliani morti sono 64 e i civili tre; Israele ha anche detto di aver distrutto tutti i tunnel sotterranei utilizzati da Hamas per sconfinare nel suo territorio.

Mentre i negoziati vanno avanti, la vita a Gaza è lentamente ripresa in questi due giorni senza bombardamenti. C’è chi è tornato a vendere la merce al mercato, chi cerca di recuperare qualcosa tra le case in rovine, chi fa la fila ai centri di distribuzione del cibo nei centri per rifugiati. La Croce Rossa è riuscita a trasportare alcune persone ferite negli ospedale più attrezzati, a Gerusalemme Est e in Cisgiordania mentre Hamas ha già organizzato una manifestazione in cui hanno sfilato decine di persone, tra cui bambini con le bandiere verdi e le armi giocattolo. Per la prima volta i rifugiati nelle scuole dell’ONU, convertiti in centri profughi, hanno iniziato a far ritorno nelle loro case, e alcuni le hanno trovate sfregiate da scritte e graffiti offensivi dei soldati israeliani. Nei 90 rifugi gestiti dalle Nazioni Unite restano ancora 190 mila persone.

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