Quanto cresce l’Italia rispetto agli altri?

Due grafici mostrano in modo efficace – e preoccupante – come siamo messi

Le stime preliminari dell’ISTAT relative al secondo trimestre del 2014 dicono che in Italia il tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo è stato di nuovo negativo: -0,2 per cento rispetto al trimestre precedente, -0,3 per cento rispetto all’anno scorso. Anche nel primo trimestre c’era stato un dato negativo dello -0,1 per cento: per quanto la percentuale sia in entrambi i casi molto contenuta (per questo molti parlano di “recessione tecnica” o “stagnazione”), e quelle dell’ISTAT siano ancora “stime preliminari”, tecnicamente un tasso di crescita negativo per due trimestri consecutivi significa recessione.

Il centro di studi economici Bruegel ha diffuso due immagini che contestualizzano questo dato paragonandolo a quello di altri paesi e a quelli del passato. Il primo grafico mostra l’andamento del PIL dalla seconda metà del 2012 a oggi in Spagna, Francia, Belgio, Svezia, Germania, Regno Unito e Belgio, più la media dei paesi dell’Unione Europea. Il dato evidenzia la situazione critica dell’Italia – l’unico paese tra quelli presi in considerazione che non ha ricominciato a crescere – e la buona situazione del Regno Unito.

Il secondo grafico inserisce gli stessi dati in un contesto più ampio, che parte dall’inizio del 2006: mostra come la ripresa del Regno Unito sia piuttosto recente, mentre Germania e soprattutto Svezia vanno forte da un bel po’. E mostra quanto l’Italia sia messa male. Attenzione: nel secondo grafico la linea rossa non indica la crescita zero bensì il livello di Prodotto Interno Lordo precedente alla crisi economica globale del 2008.

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