Wikipedia contro i troll del Congresso

L'enciclopedia ha sospeso per 10 giorni un IP della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, da cui arrivavano modifiche più o meno scherzose alle sue voci

Giovedì 24 luglio Wikipedia, l’enciclopedia online più usata al mondo, ha stabilito un divieto temporaneo di modifica delle sue pagine agli utenti anonimi che si collegano dall’indirizzo IP 143.231.249.138, riconducibile alla Camera dei rappresentati, uno dei due rami del parlamento degli Stati Uniti. La decisione è stata presa da Tom Morris, un membro della comunità dei volontari che si occupa della versione in inglese di Wikipedia, che ha criticato le modifiche provenienti da quell’indirizzo IP, un numero che identifica i dispositivi che si collegano a una rete, per «persistenti e fastidiose modifiche» (questa è la pagina di discussione di Wikipedia relativa ai comportamenti tenuta dagli utenti anonimi che hanno effettuato modifiche). Come spiega il sito di tecnologia Ars Technica sono stati esclusi «solo gli utenti anonimi: ciascun dipendente della Camera può aprire un account Wikipedia e continuare a modificare le pagine». Finora, nessuno ha rivendicato le modifiche eseguite dall’IP 143.231.249.138, né è chiaro quante persone si siano collegate da quell’indirizzo.

Nei giorni scorsi dall’IP appartenente alla Camera erano state realizzate modifiche scherzose o piuttosto pesanti riguardo ad alcune voci: come riporta BBC, nella pagina dell’ex segretario alla Difesa Donald Rumsfeld era stata aggiunta una frase che lo descriveva come «una lucertola aliena che si nutre di neonati messicani», mentre una modifica alla pagina della politica ucraina Nataliya Vitrenko aveva aggiunto che quest’ultima era un «burattino nelle mani dei russi». Non è la prima volta che alcuni IP della Camera cercano di modificare voci dell’enciclopedia in maniera discutibile: su Wikipedia c’è un’intera pagina dedicata a questi tentativi.

Lo stesso indirizzo IP escluso per dieci giorni era già stato punito il 16 luglio con un divieto di un giorno. Il 9 luglio era stato creato un account automatico su Twitter, @congressedits, che segnalava tutte le modifiche ad alcune pagine di Wikipedia effettuate da IP riconducibili alla Camera. Il 23 luglio, dopo che l’account riscosse notevole successo, il magazine online Mediaite ne parlò in un suo articolo: poco dopo, la sua pagina su Wikipedia fu modificata con l’aggiunta di una frase che definiva il giornale «un blog di notizie ed opinioni sessista e transfobo». Tom Morris, come si può vedere qui, ha deciso di istituire il ban proprio a seguito di questa modifica. Contattato da BBC News, il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales ha fatto però sapere che secondo alcuni dello staff di Wikipedia l’account @congressedits «ha solo convinto alcuni burloni presenti in quell’ufficio di avere un qualche pubblico per i suoi scherzi, incoraggiandoli [a continuare]».

foto: Photo by Brendan Hoffman/Getty Images

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