• Mondo
  • domenica 13 luglio 2014

Che cos’è il “roof-knocking”

È la discussa tecnica che l'esercito israeliano usa a Gaza per avvertire i civili prima degli attacchi

Negli ultimi giorni diversi articoli di giornale e video pubblicati su internet hanno parlato o mostrato le immagini del “roof-knocking”, una tecnica utilizzata dall’esercito israeliano per allontanare i civili dai luoghi che stanno per essere bombardati. Il roof-knocking, che significa “bussare sul tetto”, funziona più o meno così: un aereo o un drone spara un missile più o meno inoffensivo sul tetto di un casa per “avvertire” i suoi occupanti. Qualche minuto dopo il colpo di avvertimento arriva la bomba vera e propria che in genere distrugge l’edificio. Secondo l’esercito israeliano, lo scopo del roof-knocking è dare abbastanza tempo ai civili di lasciare un edificio, ma non abbastanza da permettere a eventuali miliziani di portare fuori missili o altri esplosivi.

Il roof-knocking è in realtà una tecnica piuttosto complicata, che l’esercito israeliano utilizza almeno dal 2006. Molto spesso il missile è preceduto da un’altra misura di sicurezza: una telefonata. Numerosi testimoni palestinesi hanno raccontato di aver ricevuto una telefonata in cui una voce, dopo averli chiamati per nome, diceva: «Sono David. Ci sono donne e bambini nella casa. Uscite. Tra cinque minuti arriverà un missile». In genere, cinque minuti dopo la telefonata arriva il roof-knocker, cioè il missile di avvertimento. Per questo scopo l’aviazione israeliana utilizza missili senza testata esplosiva, o con un contenuto esplosivo molto ridotto. A volte vengono utilizzati razzi di segnalazione luminosi oppure bombe che producono un boato fortissimo. Il tempo che trascorre tra l’arrivo del missile di avvertimento e quello del missile “vero” varia tra un minuto e un quarto d’ora.

Gli edifici che ricevono questi avvertimenti sono di solito quelli che si trovano nelle vicinanza di rampe di missili o di depositi di armi. A volte, il roof-knocker viene inviato direttamente sugli edifici che contengono depositi di armi o rampe di lancio, visto che, sostiene l’esercito israeliano, il preavviso è sufficiente a evacuare i civili, ma non a trasportare fuori il materiale militare. Gli attacchi di precisione mirati ai leader di Hamas, invece, non sono preceduti da un avvertimento. Domenica 13 luglio, ad esempio, l’aviazione israeliana ha bombardato la casa di Tayseer Al-Batsh, capo della polizia nella Striscia di Gaza, senza fornire alcun preavviso e causando diversi morti e feriti tra le persone che stavano uscendo da una moschea vicina durante l’attacco.

Sin da quando Israele ha cominciato ad utilizzare questa tecnica, i leader di Hamas hanno più volte raccomandato alla popolazione palestinese di non abbandonare gli edifici in seguito agli avvertimenti dell’esercito israeliano, ma anzi di coinvolgere i vicini e di raggiungere il tetto dell’edificio in gruppi numerosi, in modo che i piloti israeliani rinuncino all’attacco. Esistono diversi casi documentati di piloti israeliani che hanno annullato l’attacco dopo aver visto numerosi civili raggiungere il tetto di una casa dopo il primo avvertimento.

Hamas e alcune organizzazioni umanitarie accusano Israele di utilizzare il roof-knocking come un’arma di guerra psicologica. Secondo queste accuse, gli israeliani inviano telefonate di avvertimento e roof-knocker a numerose abitazioni che poi non vengono attaccate con il solo scopo di creare panico tra la popolazione.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.