Il nuovo disco di Robin Thicke è un flop

Sta vendendo pochissimo – meno di 54 copie in Australia – e lo stanno prendendo in giro, dopo che il precedente era stato uno più grossi successi del 2013: c'entra il sessismo delle sue canzoni?

Il nuovo disco del noto cantante pop americano Robin Thicke, che si intitola Paula ed è uscito l’1 luglio 2014, a dieci giorni dalla sua uscita ha venduto pochissimo. In questi giorni, in particolare, Thicke è molto preso in giro perché in Australia, dove viene pubblicata settimanalmente la lista dei 500 dischi più venduti, il suo disco non c’è. L’ultimo della lista, una compilation di Blondie, ha venduto 54 copie: significa che Paula ne ha vendute ancora meno. Il disco ha venduto 530 copie nel Regno Unito nella prima settimana, entrando in classifica al 200esimo posto.

Il fatto notevole è che appena un anno fa, più o meno di questi tempi, uscì il disco di maggior successo di Robin Thicke: Blurred Lines, il quale conteneva il singolo omonimo “Blurred Lines” che quell’anno fu il più venduto al mondo (già a ottobre aveva venduto 1,36 milioni di copie e superato Get Lucky dei Daft Punk, fermi a 1,24 milioni; in seguito, è stato stimato che sia stato il singolo più scaricato nella storia in Regno Unito). Nella sua prima settimana di vendite Blurred Lines vendette rispettivamente 25mila copie nel Regno Unito – entrando direttamente al numero uno – e 177mila negli Stati Uniti: Paula la scorsa settimana ne ha vendute appena 530 nel Regno Unito e 24mila negli Stati Uniti.

Thicke ha 37 anni ed è ormai in giro da una decina di anni. Paula è il suo sesto disco: il primo, A Beautiful World, fu pubblicato nel 2003. Hanno tutti venduto piuttosto bene. Il suo recente insuccesso, secondo molti, è causato però da un certo sessismo presente nei testi e nei video delle sue ultime canzoni, oltre che dimostrato da lui stesso in alcune interviste e uscite pubbliche (come per esempio il controverso ballo con Miley Cyrus agli scorsi MTV Video Music Awards).

Il video di Blurred Lines, in particolare, fu considerato da molti piuttosto irrispettoso e misogino: mostrava per più di quattro minuti Thicke – assieme a Pharrell Williams e al rapper T.I., che hanno collaborato alla canzone – attorniato da ragazze praticamente nude che gli ballavano attorno, mentre lui cantava cose come «sei un animale baby, è nella tua natura, permettimi di liberarti» e «ti darò qualcosa così grosso da spaccarti il culo il due» (la canzone è stata definita dal Guardian “la più controversa del decennio”, diverse associazioni studentesche hanno chiesto alle proprie università di proibirla, alcuni l’hanno definita una canzone che in qualche modo giustifica lo stupro).

Poi, il 23 giugno 2014, Thicke ha pubblicato il video di Get Her Back – tutto Paula è dedicato alla sua ex moglie, Paula Patton, nel tentativo di convincerla a tornare con lui (si sono separati nel febbraio del 2014). Il video è stato definito «un esempio di come non scrivere una canzone sulla propria ex»: mostra immagini di Thicke mentre viene abbracciato da una donna – seminuda, anche qui – mentre sullo sfondo appaiono dei messaggi di una ipotetica conversazione via SMS. Mentre Thicke canta scorrono frasi passivo-aggressive come «Ho scritto un intero disco per te», «odio me stesso» e nel messaggio finale si legge «questo è solo l’inizio». Molti l’hanno definito «inquietante» e «piuttosto vicino allo stalking», comunque un po’ sfigato.

Secondo altri, le cattive vendite di Paula sono anche in parte riconducibili a una cattiva promozione sui social network. La settimana scorsa su Twitter era stata organizzata una sessione ufficiale di domande e risposte con Thicke stesso per mezzo dell’hashtag #AskThicke. La cosa è stata sfruttata da molti per criticare e prendere in giro lo stesso cantante.

«Quale forma di abuso sessuale o emotivo farai sembrare normale nella tua prossima fighissima canzone?»

«Hai davvero scritto un inno allo stupro per cercare di riconquistare tua moglie e stai ancora chiedendoti perché ti ha lasciato?»

«Potrebbe sembrare che alcune di queste domande siano crudeli e aggressive, Robin, ma “so che tu lo vuoi”» [riferimento al verso ‘you know you want it’ di “Blurred Lines”]

foto: Kevin Winter/Getty Images for BET