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  • domenica 15 Giugno 2014

Il gesto molto sportivo di Jason Millard

Un golfista americano è stato squalificato da un importante torneo dopo che si è autodenunciato per una scorrettezza che non è sicuro di aver commesso

Jason Millard è un giovane e promettente golfista americano di 25 anni. Pochi giorni fa era diretto a Pinehurst Resort, in North Carolina, dove dal 12 giugno è in corsa la prima gara dello U.S. Open, il torneo di golf più importante degli Stati Uniti. Era la prima volta che Millard si qualificava per un torneo così importante e, come ha raccontato lui stesso, era il momento che aspettava da una vita. Quando si trovava a soli novanta minuti di strada da Pinehurst, però, Millard ha girato la macchina ed è tornato indietro. Quello che lo ha convinto a rinunciare è che forse – ma soltanto forse – ha commesso una scorrettezza involontaria durante un torneo precedente. ESPN, il più importante network sportivo degli Stati Uniti, ha definito Millard «l’uomo più onorevole nella storia dello sport».

Tutto è cominciato una decina di giorni fa, quando Millard ha partecipato a un torneo di qualificazione a Memphis, in Tennessee. Durante la gara contro il suo avversario – Sam Love, 22 anni – Millard ha lanciato la pallina in un “bunker”: un ostacolo formato da un piccolo avvallamento pieno di sabbia oppure un monticello, sempre di sabbia. Ovviamente tirare fuori la pallina da un bunker e piuttosto difficile: per questo motivo è vietato smuovere la sabbia intorno alla pallina, che non dev’essere in nessun modo toccata una volta arrivata nel bunker. Se la sabbia viene smossa, il giocatore riceve due colpi di penalità.

«Nel momento in cui stavo per fare il mio colpo ho visto un segno nella sabbia», ha raccontato Millard. «Ma è successo così in fretta. Davvero non so dire cosa sia successo in quel momento». Quello che è successo dopo invece, è abbastanza chiaro. Millard era da solo al momento del tiro: non c’erano nessuno intorno a lui, né ci sono filmati di quel momento. Non si è autodenunciato per quell’infrazione che – forse – aveva commesso, poi ha ha vinto la gara e si è qualificato agli U.S. Open (questa situazione è possibile nel golf: i giocatori sono tenuti a contare da soli diversi aspetti del loro punteggio e delle penalità che subiscono).

Millard ha raccontato che nonostante la gioia della qualificazione non riusciva a smettere di pensare alla sabbia smossa vicina alla pallina prima del suo colpo: «Quell’immagine ha continuato a tornarmi davanti agli occhi». Millard non ha festeggiato e dice anzi di aver passato diversi giorni piuttosto complicati. Sabato 7 giugno, con un umore non proprio sereno, è partito per raggiungere Pinehurst, dove avrebbe dovuto disputare il torneo. Poco prima di arrivare a destinazione si è autodenunciato per aver compilato un scheda dei punteggi sbagliata ed è stato squalificato.

Mentre il torneo era in corso, Millard ha raccontato ad Associated Press: «Vorrei essere a Pinehurst ora, ma con la coscienza pulita. Vorrei che non fosse mai successo, ma sfortunatamente non è così». Il golf è la principale fonte di reddito di Millard, con cui paga le bollette e le altre spese per lui e per sua madre, malata di sclerosi multipla. Suo padre è morto nel 2013 di leucemia. «Era più o meno il mio migliore amico. Quando mi succedeva qualcosa chiamavo sempre lui per primo. Stavolta, per esempio, lo avrei chiamato e gli avrei chiesto cosa fare. Sfortunatamente non ho potuto». La storia personale di Millard è piuttosto complessa, ma, come notano i giornali specializzati, ha ancora molto tempo per farsi una carriera nel golf. Inoltre, come dice lui: «Sono in pace con la mia scelta».