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  • venerdì 30 Maggio 2014

Ai Mondiali niente caxirola

È un coso per fare rumore allo stadio – tipo le vuvuzelas – ma il Brasile ha deciso che non potrà essere usato durante le partite

I funzionari federali del Brasile hanno proibito l’uso della caxirola – una specie di maracas di plastica – durante le partite dei Mondiali di calcio che inizieranno il 12 giugno. Gli strumenti, che i giornali definiscono la risposta brasiliana alle odiate vuvuzelas dei mondiali 2010 in Sudafrica, erano stati approvati dalla FIFA nonostante nel 2013 a Salvador de Bahia, durante la partita di campionato tra Vitoria e Bahia, diversi tifosi li avessero lanciati in campo per lamentarsi di una decisione arbitrale, e nonostante il loro uso fosse già stato proibito per ragioni di sicurezza durante la Confederations Cup.

La caxirola (si pronuncia cascirola) è uno strumento a percussione: ha la forma di un avocado con il fondo piatto, è di plastica prodotta con canna da zucchero brasiliana, contiene piccole particelle di plastica e all’esterno ha quattro anelli per infilarci le dita. È stata inventata da Carlinhos Brown, un musicista bahiano molto celebre in Brasile, e presentata lo scorso aprile nella capitale come strumento ufficiale dei Mondiali 2014 in presenza della presidente Dilma Rousseff e della ministra della Cultura Marta Suplicy. In quell’occasione il Guardian aveva scritto: «Se pensavate che le vuvuzelas fossero il male, aspettate di sentire la caxirola».

Dilma Rousseff-caxirola

L’avvertimento del Guardian sembrava a molti forse un po’ eccessivo e dato sull’onda dell’esperienza sudafricana: la caxirola ha un suono meno irritante della vuvuzela, assomiglia a quello di un crepitio (a un sonaglio per bambini, dicono i più benevoli; alla pioggia che cade su un tetto di lamiera o a un rantolo, sostengono i più critici) ma è comunque più assimilabile, rispetto al ronzio della trombetta sudafricana, al suono di uno strumento musicale. C’è stato anche chi ha già condotto degli studi acustici e sostiene che il suono della caxirola non è dannoso per il sistema uditivo umano, che il livello di decibel è inferiore rispetto a quello della vuvuzela ed è paragonabile a quello del sottofondo di una strada di città.

Nonostante il divieto, la caxirola continua a essere venduta nei negozi e anche online nella versione di plastica verde o gialla, e nei colori di tutte le squadre che parteciperanno ai Mondiali. Costa circa 10 euro, esiste anche un’applicazione per smartphone per riprodurne il suono. Il suo inventore ha detto che si tratta di un divieto ingiusto: «Stiamo accusando lo strumento, quando oggi in Brasile dobbiamo affrontare una violenza generata dalla mancanza di strutture sociali e dal bisogno». Le vendite di caxirola, scrive il Wall Street Journal, non stanno comunque andando male: fuori dagli stadi potranno continuare ad essere utilizzate.