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  • giovedì 22 maggio 2014

La regina del Canada e dell’Australia

Elisabetta II regna anche in un sacco di altri posti del mondo che oggi sono stati indipendenti: suo figlio Carlo ora è in visita in Canada, di cui potrebbe diventare re

Sulle banconote canadesi da 20 dollari c’è un ritratto della regina Elisabetta II, quella che noi conosciamo come regina d’Inghilterra. Chi vuole prendere la cittadinanza canadese deve giurare fedeltà alla regina Elisabetta, che del Canada è anche il capo dello Stato e il comandante in capo delle forze armate. In questi giorni, inoltre, il principe Carlo e sua moglie Camilla sono in visita in Canada, paese di cui un giorno Carlo potrebbe essere incoronato re. Perché il Canada oggi ha una regina, ed è Elisabetta II.

I territori che compongono il moderno Canada sono stati parte di una monarchia per secoli, prima controllata dalla Corona francese e successivamente da quella inglese. Il Regno Unito ottenne il controllo dei territori che compongono il moderno Canada in diversi momenti e circostanze, guerre, trattati, annessioni. Il Canada, come prima entità amministrativa e politica autonoma, nacque ufficialmente nel 1867, quando diverse provincie vennero unificate nel Dominio del Canada: le istituzioni furono modellate su quelle britanniche e riconobbero da subito il sovrano britannico come capo dello Stato. Affinché poi il Canada diventasse uno stato completamente autonomo e sullo stesso livello del Regno Unito ci vollero ancora diversi anni e diversi trattati. Nel 1931 con lo Statuto di Westminster venne concessa completa indipendenza legislativa al Canada e a altri paesi che facevano parte dell’impero britannico e che da allora formarono il Commonwealth, un’organizzazione di paesi ex colonie britanniche in relazioni politiche ed economiche tra loro; nel 1982 il Parlamento del Canada diventò del tutto indipendente da quello inglese (prima aveva solo “la facoltà” di non accogliere le leggi promulgate dal parlamento inglese).

Il sovrano d’Inghilterra, tuttavia, continuò a essere il capo di Stato di tutti i paesi che via via entrarono a far parte del Commonwealth e infatti la regina Elisabetta II è oggi anche regina di Australia, Nuova Zelanda, Giamaica, Antigua e Barbuda, Belize, Papua Nuova Guinea, St Christopher e Nevis, St Vincent e Grenadines, Tuvalu, Barbados, Grenada, Isole Solomone, Santa Lucia e Bahamas.

Il ruolo della regina nei diversi paesi che la riconoscono come capo dello Stato è ormai poco più che simbolico e non ha nulla a che vedere con il suo ruolo di regina d’Inghilterra: dal punto di vista formale non c’è più nessuna gerarchia tra i diversi paesi del Commonwealth (di cui fa parte anche il Regno Unito). Il Parlamento canadese, per esempio, non ha nessun rapporto con quello inglese e per i canadesi la regina Elisabetta è solo la “regina del Canada” (così come per gli australiani è la “regina d’Australia”). Al monarca, per esempio, spetta il ruolo di tenere il discorso che inaugura ogni sessione di lavori parlamentari, ma considerato che la regina de facto vive in Inghilterra e solo sporadicamente visita il paese, a tenere il discorso è normalmente il governatore generale: che è il rappresentante della regina in Canada, nominato su suggerimento del primo ministro canadese.

Visto che il ruolo della regina e del governatore generale è solo simbolico – e che la regina non vive in Canada – a volte si creano strane sovrapposizioni di ruolo e alcuni imbarazzi istituzionali. Qualche settimana fa il primo ministro canadese Stephen Harper aveva detto che sarebbe stato lui, durante una cerimonia di reduci di guerra, a ritirare la bandiera canadese che l’esercito aveva riportato a casa dall’Afghanistan. Come ha raccontato l’Economist, però, il presidente di una grande organizzazione di reduci di guerra ne ha fatto una questione istituzionale, dicendo che sarebbe spettato al governatore generale accogliere i reduci dell’Afghanistan, in quanto tecnicamente è lui, in assenza della regina, il capo delle forze armate. Alla fine, durante la cerimonia del 9 maggio, si è deciso di alterare il protocollo istituzionale: a ricevere la bandiera dai reduci è stato il primo ministro, che poi l’ha consegnata al governatore.

Una tensione istituzionale come questa, per quanto banale, suggerisce che nel 2014 il Canada possa fare a meno di una regina a mezzo servizio come capo dello Stato: in effetti un sondaggio di pochi mesi fa aveva mostrato che più della metà dei canadesi preferirebbe avere un capo di stato canadese. E un simile dibattito è vivace da molto tempo anche in Australia, dove la recente lunga visita del principe William, di sua moglie Kate e del loro bambino George è stata commentata come un fruttuoso tentativo di consolidare il rapporto degli australiani con la monarchia. Secondo l’Economist, tuttavia, è difficile che si possa assistere a breve a un cambiamento istituzionale del Canada: l’attuale governo conservatore di Harper, probabilmente per differenziare la sua immagine da quella del precedente governo di sinistra, ha più volte sottolineato la volontà di rafforzare il legame con la regina e recentemente ha deciso di reintrodurre la parola “reale” nella denominazione ufficiale della marina e dell’aeronautica canadese, che ora sono di nuovo la “reale marina canadese” e la ” reale aeronautica canadese”.

Foto: Elisabetta II, regina (anche) di Canada, a Ottawa nel 2010. (CHRIS WATTIE/AFP/Getty Images)

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