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  • domenica 18 maggio 2014

Quelli che non pagano la metro

A Stoccolma fanno parte di un gruppo organizzatissimo: non comprano mai il biglietto e hanno inventato dei modi originali per fregare la polizia (e ci riescono quasi sempre)

A Stoccolma, in Svezia, esiste da circa 13 anni un’organizzazione di “fuorilegge” dei mezzi pubblici chiamata Planka.nu, i cui membri si sono impegnati gli uni con gli altri a non pagare mai le corse sui mezzi di trasporto pubblico, adottando ogni tecnica necessaria per aggirare tornelli e controlli. L’organizzazione chiede ai suoi membri una quota mensile per un fondo che serve a coprirne le multe, nel caso in cui chi ne fa parte venga beccato dalla polizia: ciascuna quota costa quanto un ottavo della spesa necessaria per un abbonamento mensile ai mezzi pubblici. Un articolo del New York Times si è occupato di questa storia, raccontando alcuni dettagli su come funziona, chi sono queste persone, e come riescono a farla franca, almeno la maggior parte delle volte.

A quanto pare l’organizzazione Planka è molto organizzata: «potremmo tirar su il muro di Berlino nelle stazioni della metro, e quelli riuscirebbero a trovare il modo di passare lo stesso», ha detto un portavoce del servizio di trasporto pubblico di Stoccolma. Anche come modello di business, lasciando da parte l’aspetto etico, funziona: l’anno scorso Planka ha guadagnato più del doppio di quanto ha dovuto pagare in multe. È un fenomeno circoscritto ma interessante, e più articolato di quanto non possa apparire a prima vista: per come la raccontano loro c’è tutta una filosofia dietro al gruppo, e non è quella di “fregare il sistema” e basta.

Come funziona
Chi vuole far parte del gruppo Planka – che tradotto dallo svedese significa “corsa-gratis.ora” – deve rispettare soltanto due requisiti: pagare all’associazione una quota mensile di 11 euro e impegnarsi a non pagare mai neppure una corsa sui mezzi pubblici, come forma di continua protesta contro le tariffe. Il gruppo, in cambio, si impegna a pagare ogni eventuale multa a carico dei membri, che per questo genere di reato – essere sprovvisti di un biglietto valido – a Stoccolma si parla di circa 130 euro. Si stima che facciano parte del gruppo circa 500 persone.

L’abbonamento mensile ai mezzi pubblici costa poco più di 87 euro. Alcuni capi del gruppo hanno detto al New York Times che i ricavi dell’ultimo anno sono stati di circa 5mila e 500 dollari al mese, più del doppio di quanto è stato necessario rimetterci in multe. Attualmente soltanto il 30-40 per cento del fondo quote viene impiegato per pagare le multe (su 500 “soci”, ogni mese soltanto 15 vengono beccati dalle guardie). La capacità di non farsi beccare dalle guardie o dalla polizia è migliorata progressivamente di anno in anno: nel 2004 circa l’80 per cento delle quote era stato impiegato per pagare le multe.

Perché non li prendono
Il successo dell’organizzazione e la “professionalità” dei fuorilegge della metro, racconta il New York Times, ha demoralizzato molto i dipendenti del servizio di trasporto pubblico, che a volte neppure provano a inseguirli. «Se qualcuno lo fa a venti metri da dove sto io, di certo non mi metto a corrergli dietro», ha detto una guardia al New York Times. Il progresso nell’ideazione di tornelli più efficienti, peraltro, va di pari passo con l’evoluzione dei sistemi per aggirarli (e con la circolazione dei video che spiegano come farlo).

La popolarità di Planka a Stoccolma è evidentemente cresciuta molto negli ultimi anni, e anche a Goteborg e a Oslo sono spuntate organizzazioni simili. Un portavoce del Servizio di Trasporto pubblico di Stoccolma ha detto che l’anno scorso si stima che circa 15 milioni di corse – il 3 per cento del totale – non siano state pagate.

Come fanno a passare dalle porte, tecnicamente
Alcuni dei video diffusi dai membri di Planka nel corso degli anni mostrano i diversi modi utilizzati per superare le porte della metro senza avere un biglietto o un abbonamento. Alcune persone aggirano i sensori passando in due al posto di uno; altri passano e tengono la porta bloccata per un altra persona, e quella persona per un’altra ancora, in una specie di catena. Ma ci sono metodi anche un po’ più elaborati, come agitare una sciarpa o un soprabito attraverso le porte per “ingannare” il sensore della porta di uscita. Il New York Times riporta addirittura di alcuni che addestrano i cani al guinzaglio a passare al di là delle porte e agitarsi per azionare il sensore.

Perché lo fanno
Alcuni capi di Planka hanno spiegato al New York Times che questo gruppo non ha banalmente l’obiettivo di non pagare e basta, ma che c’è una specie di ideologia di fondo: pensano che viaggiare sui mezzi pubblici debba essere gratuito, e che i costi del trasporto pubblico debbano essere a carico dei cittadini di Stoccolma, e cioè anche a carico di residenti e automobilisti che non utilizzano i mezzi pubblici ma che di fatto vivono nella stessa città e occupano gli stessi spazi.

Sul sito di Planka c’è scritto: “Il trasporto pubblico costituisce la linfa vitale di una città ed è una faccenda collettiva, un prerequisito per la vita economica e sociale della città, e per il lavoro”. I promotori di Planka sono così convinti di questa idea che invitano i membri ad aggirare i controlli in modi anche palesi e vistosi, ed è per questo che si sono recentemente mostrati contrari all’utilizzo di sistemi elettronici per ingannare i lettori di schede (come ad esempio l’utilizzo di tessere elettroniche finte sui monitor degli smartphone).