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  • domenica 4 Maggio 2014

Cosa è successo sabato a Roma

Tifosi feriti, colpi di pistola, trattative tra ultras e polizia: quello che sappiamo, messo in ordine

Sabato 3 maggio tre persone sono rimaste ferite a Roma da colpi di arma da fuoco sparati nel corso di alcuni scontri tra tifosi, avvenuti prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli. Cosa sia successo esattamente non è ancora stato chiarito del tutto, ma secondo le ricostruzioni fatte oggi dai più importanti quotidiani i primi incidenti sarebbero avvenuti intorno alle 18:30 nei pressi del cavalcavia di Viale Tor di Quinto, vicino allo stadio Olimpico, dove alcuni tifosi napoletani si erano riuniti prima dell’inizio della partita.

Un uomo di 30 anni è stato ferito in modo particolarmente grave ed è stato trasportato all’ospedale Villa San Pietro, dove ha subito un intervento chirurgico d’urgenza, prima di essere portato al Policlinico Gemelli di Roma, dove è ora ricoverato in condizioni molto gravi. In serata la Questura di Roma aveva detto di aver recuperato l’arma utilizzata negli scontri, spiegando che l’incidente non sembrava “essere collegato a scontri tra tifosi” ma piuttosto a “cause occasionali”. 

Domenica mattina, comunque, una persona è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio per il ferimento dei tre tifosi napoletani: si tratta di un tifoso della Roma, che – scrive la Stampa – prima “avrebbe provocato i tifosi napoletani lanciando fumogeni contro di loro” e poi avrebbe risposto alla loro reazione sparando alcuni colpi di pistola. La persona arrestata, aggiunge la Stampa, era tra i tifosi che nel secondo tempo di una partita del 2004 tra Roma e Lazio chiesero e ottennero l’interruzione della partita dopo che si era sparsa la falsa notizia della morte di un bambino investito da una macchina della polizia.

 

Sulla versione cartacea di Repubblica di oggi c’è un articolo in cui, sulla base del racconto di alcuni testimoni, si cerca di ricostruire la dinamica del primo scontro della giornata di ieri. Repubblica scrive che tutto sarebbe cominciato quando una ventina di tifosi del Napoli nei parcheggi di Tor di Quinto hanno “travolto” un chiosco gestito da Daniele De Santis, l’ultrà della Roma arrestato domenica mattina. De Santis si sarebbe poi diretto verso quei tifosi da solo, ubriaco, barcollante e armato.

Continua il racconto dei testimoni oculari: «Non sappiamo dire quanti colpi abbiamo sentito sparare (sul posto la Digos ha repertato sei bossoli) perché in quel momento tra fumogeni e bombe carta e grida non si capiva più niente. Né possiamo dire che sia stato lui. Sappiamo solo che dopo pochi minuti l’abbiamo visto tornare di corsa, terrorizzato».

Sul posto dove sono stati soccorsi i tre tifosi napoletani feriti sono stati ritrovati sei bossoli di proiettile di una pistola calibro 7,65: i tifosi del Napoli, prosegue Repubblica, hanno quindi raggiunto, circondato e picchiato De Santis con calci, pugni e bastonate, procurandogli diverse fratture e un trauma cranico, e lo hanno lasciato per terra. La polizia è arrivata pochi minuti dopo, e ha messo l’area sotto sequestro; il tifoso del Napoli gravemente ferito è stato portato subito in ospedale, e De Santis in un altro pronto soccorso.

In seguito altri scontri, in questo caso tra tifosi e polizia, sono avvenuti nei pressi di Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta e hanno provocato il ferimento non grave di almeno sei tifosi e di alcuni agenti. Ci sono stati disagi anche all’interno dello stadio Olimpico prima della partita tra Napoli e Fiorentina, il cui inizio è stato ritardato di circa 45 minuti.

Hamsik a colloquio con i tifosi: lancio di petardi

I tifosi hanno lanciato petardi e bombe carta, chiedendo che la partita non venisse giocata. Il centrocampista del Napoli Marek Hamsik è andato sotto la curva dei tifosi del Napoli ma i disordini sono andati avanti, e soltanto dopo un lungo confronto tra i tifosi e la polizia la partita è cominciata (ha vinto il Napoli 3-1).