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  • martedì 29 Aprile 2014

Il razzismo di Donald Sterling e noi

Il famoso ex giocatore NBA Kareem Abdul-Jabbar protesta che ci sia voluta la registrazione illegale di una telefonata privata, affinché se ne parlasse . Intanto Sterling è stato radiato dall'NBA

Ultim’ora, 20,20: l’NBA ha annunciato di aver radiato a vita e multato per 2,5 milioni di dollari Donald Sterling, proprietario della squadra di basket dei Los Angeles Clippers, per le sue dichiarazioni razziste registrate. Il commissioner dell’NBA Adam Silver ha anche annunciato che si adopererà perché Sterling venda la squadra.

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Negli ultimi giorni, negli Stati Uniti, si è parlato moltissimo di Donald Sterling, un ricco imprenditore americano proprietario della squadra di basket dei Los Angeles Clippers, a causa di alcune frasi razziste pronunciate da lui durante una telefonata con la sua ex compagna, alla quale aveva chiesto di non portare delle persone di colore alle partite dei Clippers. Non è la prima volta che succede un fatto del genere: nel corso degli anni erano già circolate diverse sue dichiarazioni razziste: una in particolare, nel 2006, gli costò un patteggiamento da 2,73 milioni di dollari per aver detto di non voler affittare alcuni appartamenti di sua proprietà ad afroamericani ed ispanici.

Per questo motivo Kareem Abdul-Jabbar, ex famosissimo giocatore dei Los Angeles Lakers, sei volte vincitore del titolo NBA e miglior marcatore della storia della National Basket Association, si è chiesto su TIME come mai all’epoca del processo non ci fu nessuno scandalo, e Sterling – definito comunque da Abdul-Jabbar «uno dei tanti idioti con più soldi che cervello» – sia stato pubblicamente criticato solo in seguito alla pubblicazione di una conversazione privata, per di più passata alla stampa in modo illecito. Un fatto notevole: Sterling è stato il capo di Abdul-Jabbar per circa tre mesi, nel 2000, quando l’ex giocatore di basket allenò i Clippers. Abdul-Jabbar ricorda che all’epoca Sterling fu «cordiale» e che fu da lui persino invitato al matrimonio di sua figlia.

Dopo che il sito di gossip TMZ aveva pubblicato la registrazione della telefonata di Sterling, in moltissimi avevano espresso giudizi molto severi su di lui, fra cui tifosi, attori e noti personaggi sportivi. Anche i giocatori dei Clippers avevano inscenato una protesta silenziosa prima di una partita di NBA e in molti hanno chiesto che la NBA imponga a Sterling la vendita della squadra. Come dice Abdul-Jabbar, tuttavia:

L’indignazione morale è stancante. E pericolosa. L’intera nazione si è presa una forma grave di sindrome del tunnel carpale a causa del nuovo popolare sport del Puntare il Dito. Per non parlare dei torcicollo causati dallo Scuotimento di Testa con Fare Superiore. Tutto a causa dell’ultimo caso di una ricca celebrità bianca che si scopre essere razzista.

Che si scopra oggi che Donald Sterling è un razzista, spiega Abdul-Jabbar, è infatti piuttosto sorprendente. Già nel 2006 Sterling fu denunciato dal Dipartimento di Giustizia federale per discriminazione razziale a causa della vicenda degli appartamenti: non voleva affittare le sue proprietà a inquilini di colore poiché aveva detto che «gli inquilini neri puzzano e attraggono gli insetti». Quattro anni prima, nel 2002, se l’era presa con i neri e gli ispanici che occupavano gli stessi appartamenti, che aveva da poco acquistato. Nel 2009, infine, era stato denunciato per discriminazione razziale da un dirigente dei Clippers. Insomma, sostiene Abdul-Jabbar, c’erano diversi precedenti, tutti pubblici e ufficiali, che avrebbero potuto spingere qualcuno a parlare del razzismo di Donald Sterling, precedenti in cui le vittime di queste posizioni razziste erano state persone e famiglie a cui venne negato il diritto di una casa: non ipotetiche “persone di colore” con cui la sua fidanzata avrebbe fatto meglio a non farsi fotografare.

Affinché si parlasse del razzismo di uno degli imprenditori più in vista degli Stati Uniti, continua Abdul-Jabbar, è stato necessario che un sito di gossip pubblicasse una telefonata in cui un signore anziano litiga con la sua giovane fidanzata, che “lo incastra” tirando la corda fino a che Sterling non si lascia andare a un confuso sproloquio razzista. Inoltre, spiega Abdul-Jabbar, c’è un lato della vicenda che è stato ignorato da tutti: la registrazione della telefonata tra Sterling è stata pubblicata illegalmente. Dopo mesi di proteste pubbliche contro la NSA – per la vicenda delle intercettazioni telefoniche e della presunta violazione della privacy dei cittadini americani – come mai, si chiede Abdul-Jabbar, nessuno si è lamentato del fatto che la protesta è nata dalla pubblicazione di una registrazione illegale di una telefonata privata?

Secondo Abdul-Jabbar, di conseguenza, lo scandalo di massa per le parole di Sterling, racconta molto di più su chi l’ha portato avanti rispetto a chi è al centro della storia. È senz’altro vero che Sterling si sia comportato da razzista e che in quanto tale venga criticato e denunciato, e sarebbe giusto se la NBA togliesse a Sterling la sua squadra. Ma in questa vicenda il razzismo sembra quasi passare in secondo piano, rispetto alla moralizzazione “facile” e superficiale.

«Se dobbiamo scandalizzarci, scandalizziamoci con noi stessi per non esserci scandalizzati in tutti questi anni, quando il razzismo di Sterling era emerso chiaramente. Scandalizziamoci per il fatto che conversazioni intime e private vengano registrate e pubblicate illegalmente. Scandalizziamoci per il fatto che chiunque sia stato a passare la registrazione alla stampa, probabilmente uscirà dalla vicenda con un contratto per un libro, una sit-com e un’apparizione a “Ballando con le stelle”».

Foto: Donald Sterling e la sua ex fidanzata V. Stiviano a una partita di basket (AP Photo/Danny Moloshok)