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  • venerdì 25 aprile 2014

La Russia minaccia l’Ucraina

L'uccisione di cinque filorussi "dovrà avere giustizia", ha detto il ministro degli Esteri russo: il punto della situazione

Aggiornamento 18.20 – Il governo ucraino ha detto che alcuni separatisti armati hanno sequestrato a Sloviansk, in Ucraina orientale, sette mediatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), dopo avere fermato l’autobus su cui stavano viaggiando (a bordo c’erano anche cinque soldati ucraini e il conducente del mezzo). La missione OSCE era supervisionata da alcuni funzionari tedeschi: poco dopo la diffusione della notizia del sequestro da parte dell’Ucraina, il governo tedesco ha confermato di avere perso i contatti con la squadra OSCE. Sloviansk è da almeno una settimana sotto il controllo dei filorussi: mercoledì in uno scontro violento tra separatisti e militari ucraini a un checkpoint a nord della città erano morti 5 filorussi.

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Giovedì 24 aprile il governo ucraino ha avviato una nuova controffensiva in Ucraina orientale, contro quelli che definisce “terroristi” filorussi che nelle ultime settimane hanno occupato gli edifici governativi di diverse città nella regione di Donetsk. L’operazione dei militari ucraini è partita dalla piccola città di Sloviansk, che da almeno una settimana è diventata il centro del separatismo filorusso. I soldati, con l’aiuto di mezzi militari e un supporto aereo, hanno attaccato un checkpoint controllato dai filorussi in una strada molto stretta a nord di Sloviansk, uccidendo un numero non chiarito di persone, alcune fonti dicono due, altre cinque: dopo un breve combattimento tra le due fazioni, i militari ucraini si sono ritirati. Poco dopo il governo ucraino ha sospeso l’operazione, perché il rischio di un’invasione russa era “cresciuto notevolmente”: nel frattempo, infatti, il governo russo aveva annunciato l’avvio di una massiccia esercitazione militare ai confini con l’Ucraina.

Il governo di Kiev ha anche annunciato di avere ripreso il controllo del municipio di Mariupol, nell’Ucraina sud-orientale, ma diversi giornalisti sul posto, tra cui quelli di BBC, hanno confermato che l’edificio è ancora sotto il pieno controllo dei filorussi. Venerdì mattina sembra invece che ci sia stata un’esplosione a un checkpoint vicino a Odessa, città portuale dell’Ucraina meridionale, che avrebbe ferito almeno sette persone: non è ancora chiaro se l’esplosione si sia verificata in uno scontro tra fazioni rivali. A Kramatorsk invece, vicino a Sloviansk, sembra sia stato abbattuto un elicottero Mi-8 (altre ricostruzioni dicono che sia stato colpito da una granata mentre era già a terra): l’attacco è stato rivendicato dai filorussi.

Dopo l’inizio dell’operazione militare ucraina nei pressi di Sloviansk, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che usare le armi contro la propria popolazione è un “crimine serio” e che avrà delle conseguenze, non meglio specificate. L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha detto che il governo russo ha “le basi legali nel diritto internazionale” per dispiegare forze di peacekeeping in Ucraina, come ha fatto durante la guerra contro la Georgia nel 2008. Venerdì Russia e Ucraina hanno fatto dichiarazioni molto dure: il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha accusato il governo ucraino di avere iniziato una guerra contro il suo popolo, compiendo così un crimine molto grave che avrà delle serie conseguenze. Il primo ministro ad interim ucraino, Arseny Yatseniuk, ha detto: «Il mondo non ha ancora dimenticato la Seconda Guerra Mondiale, ma la Russia vuole iniziare la Terza».

Anche John Kerry, segretario di stato statunitense, ha parlato di quanto successo ieri in Ucraina, e ha accusato di nuovo la Russia delle tensioni nella parte orientale del paese, aggiungendo che se il governo russo non contribuirà a risolvere la crisi, gli Stati Uniti imporranno nuove sanzioni (secondo una fonte anonima citata dal New York Times le sanzioni potrebbero arrivare anche venerdì). Kerry ha detto che l’intelligence statunitense ha verificato che «i servizi militari di intelligence russa e gli uomini delle forze speciali stanno giocando un ruolo attivo nella destabilizzazione dell’Ucraina orientale con personale, armi, pianificazione e coordinamento delle operazioni». Secondo Kerry, alcuni degli uomini dei reparti speciali russi già impiegati dal governo di Mosca in Cecenia, Georgia e Crimea sono stati fotografati a Sloviansk, Donetsk e Luhansk.

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