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  • sabato 5 aprile 2014

Gli aerei Boeing e l’Iran

Per la prima volta dal 1979 l'azienda statunitense Boeing potrà vendere dei componenti di aerei a Iran Air (c'entrano il nucleare e le sanzioni)

Boeing Company, la più grande costruttrice statunitense di aeromobili e la più grande azienda nel settore aerospaziale, ha detto di avere ricevuto le licenze dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti per vendere alcuni componenti dei suoi aerei di linea all’Iran. I rapporti tra Boeing e Iran erano bloccati dal 1979, quando la Rivoluzione Islamica guidata dall’ayatollah Rohullah Khomeini aveva portato alla rottura delle relazioni diplomatiche con il governo statunitense. La concessione delle licenze a Boeing è vista come parte dell’accordo temporaneo del novembre scorso che prevedeva l’interruzione di parte del programma del governo iraniano per lo sviluppo del nucleare, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni imposte dall’Occidente negli ultimi anni.

A causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti all’Iran dopo la crisi degli ostaggi iniziata nel 1979 ‒ durante la quale 52 cittadini statunitensi furono tenuti in ostaggio per 444 giorni all’ambasciata americana a Teheran, con gravi conseguenze anche per l’allora presidenza Carter – ancora oggi la compagnia di bandiera iraniana usa degli aerei comprati prima degli anni Ottanta. La sicurezza si è quindi molto ridotta: negli ultimi 25 anni ci sono stati più di 200 incidenti che hanno coinvolto aerei iraniani, causando la morte di oltre 2000 persone.

Per il momento comunque le licenze concesse dal dipartimento del Tesoro riguardano solo i componenti necessarie per aumentare la sicurezza degli aerei venduti prima della Rivoluzione Islamica del 1979. Non ci sono state invece comunicazioni sul se e quando sarà possibile per Boeing vendere nuovi aerei all’Iran: l’accordo dal governo iraniano con i paesi del “5+1” – cioè i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU col potere di veto (Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Francia, Russia) più la Germania – è entrato in vigore il 20 gennaio ma ha una durata di soli sei mesi, il tempo necessario per permettere alle parti coinvolte di raggiungere un accordo più ampio e definitivo sullo sviluppo del nucleare iraniano. La liberalizzazione totale delle vendite potrebbe arrivare nel momento della sospensione delle sanzioni.

Venerdì anche l’azienda statunitense General Electric ha detto di avere ricevuto dal dipartimento del Tesoro il permesso di revisionare 18 motori venduti in Iran alla fine degli anni Settanta. Il portavoce di General Electric ha aggiunto che la prossima settimana alcuni rappresentanti dell’azienda dovrebbero incontrarsi in Turchia con i funzionari di Iran Air e quelli di MTU Aero Engines – l’altra azienda coinvolta assieme a General Electric nel processo di revisione – per discutere delle esigenze dell’Iran.

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