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  • mercoledì 2 aprile 2014

Il nuovo governo francese

Sono 16 ministri, otto sono donne, quasi tutti sono socialisti e non ci sono più i Verdi

Il nuovo primo ministro francese Manuel Valls, ex ministro degli Interni, ha annunciato la composizione del suo nuovo governo. Valls era stato nominato dal presidente della Repubblica François Hollande al posto di Jean-Marc Ayrault dopo il risultato delle elezioni amministrative e la sconfitta per il Partito Socialista al governo, col successo relativo del Front National di Marine Le Pen e la vittoria dell’UMP, tornato a essere il primo partito del paese. Il nuovo governo è composto da 16 ministri (prima erano 18), 8 dei quali sono donne: per la maggior parte sono esponenti moderati del Partito Socialista e, a differenza della precedente formazione, non c’è alcun ministro dei Verdi che hanno deciso di non partecipare al governo: «Ci rifiutiamo di partecipare a un gabinetto Valls», ha detto un portavoce del partito.

La novità più vistosa e riconoscibile all’estero è quella della nomina di Ségolène Royal (PS), ex compagna del presidente francese Hollande, ed ex candidata alla presidenza che non era stata scelta per alcun incarico nel precedente governo: sarà ministro dell’Ambiente e dell’Ecologia. Benoît Hamon (PS) è stato nominato all’Educazione nazionale, Insegnamento e Ricerca (nel precedente governo era Ministro delegato per la Solidarietà) e François Rebsamen (PS) al Lavoro, Occupazione e Dialogo sociale. Ci sono anche diverse conferme: Laurent Fabius (PS), già primo ministro negli anni Ottanta quando era presidente François Mitterrand, è stato confermato agli Esteri così come Christiane Taubira (Partito Radicale di Sinistra) alla Giustizia, l’incarico più importante affidato a una donna nel nuovo governo, Jean-Yves Le Drian (PS) alla Difesa, Marisol Touraine (PS) agli Affari Sociali, Aurélie Filippetti (PS) al ministero della Cultura e della Comunicazione, Najat Vallaud-Belkacem (PS) al ministero delle Donne, Giovani e Sport (che sono stati accorpati): nel 2007 fu la portavoce di Ségolène Royal durante la sua campagna elettorale per le presidenziali francesi, incarico che ebbe anche nel 2009 durante le primarie del Partito Socialista. Confermato anche Stéphane Le Foll (PS) all’Agricoltura che è però stato scelto come nuovo portavoce del governo.

Marylise Lebranchu (PS) resta alla Decentralizzazione e Riforme dello Stato, Arnaud Montebourg passa all’Economia al posto di Pierre Moscovici che esce dall’esecutivo: Montebourg era stato avversario di Hollande alle primarie, appartiene all’ala più a sinistra del PS ed era stato scelto nel precedente governo come ministro delle Attività produttive. Bernard Cazeneuve (PS) è stato nominato al ministero degli Interni, lasciato libero da Valls. Michel Sapin (PS) è diventato ministro delle Finanze e del Bilancio, Sylvia Pinel, del Partito Radicale di Sinistra e prima Ministro delegato al Commercio e turismo, è stata nominata all’Edilizia e George Pau-Langevin (Ps e prima Ministro delegato alla Riuscita educativa) è ministro per i Territori d’Oltremare.

Oggi sono stati nominati i ministri più importanti, quelli cioè che partecipano al Consiglio dei Ministri. Restano ancora da nominare i segretari di Stato e i ministri delegati con funzioni più specifiche come quella ai trasporti, al commercio, al turismo o alla famiglia.

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