Il problema col sito del Corriere

Il suo ridisegno ha deluso e respinto molti e diminuito il traffico: il direttore di Wired spiega cos'è che non va

Massimo Russo, direttore di Wired, ha commentato giovedì le impressioni che circolano tra gli utenti del sito del Corriere della Sera, tra i colleghi giornalisti, e tra gli esperti di informazione online, sul nuovo ridisegno messo online tre settimane fa. Il quale è stato molto criticato per un approccio che nell’ultimo anno è stato preso da molti siti di informazione americani, ma non da quelli dei giornali più tradizionalmente sulle news e sull’attualità: e insieme alle perplessità sollevate dalla nuova confusione di gerarchie in homepage, sono arrivati anche dei dati molto negativi sui suoi primi risultati di traffico che hanno molto impensierito i responsabili del giornale e del sito, e gli stessi giornalisti (già impensieriti da più estesi problemi che riguardano il giornale e la società editrice). Sui limiti del sito, questa è l’opinione di Russo.

Una cosa è certa: nel piccolo circo di chi si occupa di editoria digitale in Italia, in questi giorni il mistero del Corriere.it tiene banco. Non c’è discussione, telefonata o incontro che a un certo punto non preveda un fuori programma in cui uno degli interlocutori abbassi la voce e dica: «Ma secondo voi, perché questo tentativo di suicidio?»
Ho aspettato qualche settimana dal lancio del nuovo Corriere.it per scrivere queste righe, che alla fine cadono in un giorno di altri cambiamenti. Un’attesa dovuta. Un po’ perché i rilasci dei siti sono sempre un po’ accidentati all’inizio ed è ingeneroso giudicarli il primo giorno. Un po’ perché, avendone messi in acqua qualche centinaio, so che non è piacevole vedere chi ti fa le pulci senza sapere i motivi – e a volte i compromessi – che hanno condotto alle decisioni finali. Nel caso di specie, infine, le inquietudini in Rcs sono tali che forse il sito non è neppure la più importante. Anche se.

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