La monotonia di Singapore

Il reportage di Giorgio Taraschi, tra i finalisti di Cortona on the Move 2013

Foto di Giorgio Taraschi
Testo a cura di Diego D’Ippolito, scelta delle immagini a cura di Sarah Carlet

A Singapore, camminando per strada durante l’orario d’ufficio, riesci a sentire chiaramente l’eco delle suola delle scarpe che impattano sul cemento. I viali del centro direzionale della città sono quasi deserti e i pochi che li attraversano sono sovrastati dai grattacieli e turbano involontariamente la geometria asfissiante di una delle capitali del business mondiale.
La metropolitana unisce le case agli uffici e la vita si consuma metodica in questo percorso: avanti e indietro. Ordine, pulizia, risparmio energetico, persino le aree verdi non hanno la loro naturale tendenza al disordine. Singapore è l’oasi del business, «l’isola ad aria condizionata» come la definiva Tiziano Terzani.

Giorgio Taraschi ci si è trovato un po’ per caso, un po’ per bisogno. Fuggire dalla confusione di linee di Bangkok, dove vive, per riappacificarsi con le geometrie dell’opulenza. Ma la pace è durata poco.

Una vacanza si è trasformata nella scoperta della civiltà di un’isola che è deserta solo nelle emozioni che suscita. Partito con l’idea di incontrare cinesi fuori dalla Cina, si è imbattuto in una società multietnica, un crocevia mondiale di culture e affari. Alla fine a Singapore sono i soldi a parlare la stessa lingua e a dividere la società per ordini e gruppi.

La notte di Singapore è solo per ricchi: feste esclusive in grandi alberghi come il Marina Bay Sands, tre grattacieli uniti all’estremità da uno yacht che naviga tra le nuvole. Non importa se è anche il posto prediletto per lanciarsi nel vuoto e farla finita, le feste vanno avanti lo stesso e chi è invitato al massimo si getta in un piscina a filo con il cielo.
Ordine, opulenza, gente che arriva, si ferma per brevi periodi e poi se ne va con le tasche piene senza lasciare particolari segni del suo passaggio. C’è una cosa però che domina a Singapore: l’apatia, l’assenza di emozioni. In una ricerca pubblicata da Gallup nel 2012 la popolazione dell’isola della felicità apparente è risultata la più apatica del mondo, seguita dalla Georgia e dalla Lithuania.
A Singapore ci sono cinque milioni di abitanti, una densità di più di settemila abitanti per chilometro quadrato e nemmeno un chewingum per terra, che sarebbe punito con una multa salata. Singapore è una striscia di terra con contraddizioni alla luce del sole: quello bollente che brucia la pelle del piccolo esercito di immigrati birmani, malesi e indiani che ogni giorno lavorano nei cantieri, nella manutenzione del bello, nel mantenimento dell’ordine apparente.

Cortona On the Move è festival di fotografia dedicato esclusivamente al tema del viaggio. Dal 17 luglio al 28 settembre 2014 per il quarto anno a Cortona (in provincia di Arezzo) saranno proposte una serie di mostre, conferenze e incontri. Il festival, che è curato da Arianna Rinaldo dell’associazione On the move, punta a promuovere i giovani talenti, che potranno partecipare al bando del concorso fino al 31 marzo. I migliori cinque lavori verranno esposti nella bellissima sede del vecchio ospedale di Cortona.

Il Post seguirà con una pagina speciale dedicata alla fotografia le novità legate a Cortona on the move: da questa settimana pubblicherà con scadenza settimanale dieci reportage finalisti all’ultima edizione del concorso Off del festival. Un’iniziativa nata per dare visibilità ad alcuni dei migliori tra i 480 lavori proposti alla direzione artistica nel 2013. Le foto saranno accompagnate da un testo che racconta i luoghi e le atmosfere delle immagini. Questa settimana è dedicata a Giorgio Taraschi, giovane fotografo che vive a Bangkok e che ha realizzato un reportage su Singapore.