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  • martedì 4 marzo 2014

Carles Puyol lascerà il Barcellona

Una leggenda del calcio spagnolo e del Barcellona lascerà la sua unica squadra dopo 19 anni, e non ha ancora deciso cosa farà dopo

Il calciatore Carles Puyol, 35enne difensore e capitano del Barcellona, ha annunciato che alla fine di questa stagione lascerà la squadra, rescindendo in anticipo – e di comune accordo con il club – il suo contratto, che sarebbe altrimenti scaduto a giugno 2016. Puyol ha spiegato di aver preso questa decisione perché sta faticando più del previsto a ristabilirsi completamente da una lunga serie di infortuni, che negli ultimi tempi gli hanno impedito di tornare “ai livelli per lui necessari per rimanere nel Barcellona”. Ha anche chiarito che non sa ancora cosa farà dopo, ma ha detto che alla fine della stagione si fermerà per un periodo di riposo e poi deciderà.

Puyol è una leggenda del calcio spagnolo e nel Barcellona, squadra in cui gioca da 15 anni: 19 se si considerano le sue presenze con le giovanili (1993-1995) e poi con il Barcellona B (1995-1997), la squadra del Barcellona che gioca nel campionato di seconda divisione. Proprio sabato scorso ha segnato il suo 19esimo gol con la maglia del Barcellona, nella partita vinta 4-1 contro l’Almeria. È un dato non molto significativo perché, sebbene sia sempre stato piuttosto bravo nei colpi di testa, fare gol non è mai stato il compito di Puyol; il dato non quantificabile dei gol degli avversari che ha contribuito a evitare direbbe molto di più del giocatore che è stato e che è ancora: uno dei più forti difensori centrali spagnoli di sempre.

Per via dei suoi lunghi capelli ricci e per via del fatto che non ha mai cambiato maglia, Puyol è da sempre uno dei giocatori più riconoscibili anche da chi non segue molto il calcio. Probabilmente lo ricordano quelli che il calcio lo seguono ai Mondiali: con la Spagna ha vinto gli Europei nel 2008 e il Mondiale nel 2010 (gli Europei del 2012 no: era infortunato). Con il Barcellona ha giocato 593 partite e ha vinto più di quello che un calciatore possa sognare di vincere: 5 campionati e 7 coppe nazionali, 3 Champions League e 2 Coppe del mondo per club.

La zona del campo in cui gioca è sempre la difesa: anzi si racconta che da ragazzo abbia iniziato ancora più indietro, come portiere, e che poi abbia cambiato ruolo per un infortunio alla spalla. Quando iniziò a giocare nella prima squadra, con il Barcellona allenato da Louis van Gaal (era il 1999), fece il terzino per un po’, ma presto i suoi allenatori si accorsero che era destinato a diventare un gran difensore centrale: a partire sostanzialmente dalla stagione 2003-2004 Puyol è diventato il capitano e uno dei giocatori fondamentali di quel Barcellona che in molti hanno definito la squadra più forte di tutti i tempi.

Il capitano Puyol cede all’allenatore Tito Vilanova e al compagno di squadra Éric Abidal, entrambi malati di cancro, la gioia di sollevare per primi la Coppa della Liga spagnola 2012-2013

Fu alla fine degli anni Duemila, quando con la Spagna vinse Mondiale ed Europeo, che Puyol raggiunse con ogni probabilità la sua più alta valutazione di mercato (intorno ai 30 milioni di euro), anche se nessun club ha mai seriamente pensato di poterlo portare via dal Barcellona, squadra con la quale in diverse occasioni aveva detto di voler concludere la sua carriera. Poi, a partire dal 2010, una serie di infortuni ricorrenti – e soprattutto l’età – cominciarono a far scendere le sue quotazioni, sebbene sia rimasto sostanzialmente titolare del Barcellona fino a metà della scorsa stagione, quando a marzo 2013 subì un grave infortunio al ginocchio destro.

Dal punto di vista degli infortuni Puyol non è stato fortunatissimo: un primo grave lo subì alla rotula nel 2007, e in molti ricordano la volta in cui si ruppe il braccio ricadendo a terra durante la partita del 2 ottobre contro il Benfica (tornò dopo tre mesi).

Oltre che la grande capacità di intuire velocemente i passaggi e i movimenti degli avversari, e uscire dalla difesa per anticiparli, le più grandi qualità di Puyol sono sempre state la forza fisica e la resistenza, più che lo scatto e la velocità, ed è forse anche per questo motivo che ha deciso di lasciare: Puyol è rinomatamente uno che non si tira mai indietro nei contrasti fisici e l’infortunio al ginocchio della passata stagione – per cui ha dovuto subire un intervento chirurgico – gli ha impedito di tornare a giocare con regolarità e ai suoi livelli.

Attualmente il Barcellona è secondo in classifica, ma finora – a causa di una serie di altri piccoli infortuni, a parte il ginocchio, e a causa dei tempi di recupero sempre più lunghi – Puyol ha giocato soltanto 12 partite dall’inizio della stagione. Diversi commentatori, peraltro, ritengono ormai da almeno un paio di anni che la difesa – insieme a una certa prevedibilità della manovra offensiva – sia l’unico punto debole del Barcellona.

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