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  • giovedì 20 febbraio 2014

Foto di bunker

Da quelli che sono diventati hotel o bar, a quelli utilizzati ancora oggi: i paesi che ne hanno di più sono molto vicini a noi

Durante gli anni della Guerra fredda, la possibilità dell’utilizzo delle armi nucleari era molto più di una discussione accademica: la rivista Esquire metteva in prima pagina articoli dal titolo “9 posti del mondo in cui nascondersi”, molti governi e molti privati cittadini che se lo potevano permettere pensarono di attrezzarsi. Intorno al mondo, dagli Stati Uniti all’Ungheria, furono scavati bunker sotterranei con scorte di acqua e provviste in cui rifugiarsi in caso di catastrofe. Il caso estremo fu il delirio bunkeristico del dittatore comunista Enver Hoxha in Albania, che arrivò a costruirne circa 750 mila (uno ogni quattro abitanti). Meno conosciuto è il caso della Svizzera, piuttosto curiosamente: nel 1978 una legge richiese a ogni edificio di avere un bunker annesso e oggi il numero complessivo è di circa 300 mila, abbastanza per dare riparo a tutti gli otto milioni di svizzeri, con un milione di posti vuoti.

Oggi i bunker costruiti durante la Guerra fredda in giro per l’Europa e gli Stati Uniti sono spesso abbandonati, oppure vengono riutilizzati come hotel, gallerie d’arte, persino stalle. Le immagini di quei luoghi di guerra diventati inoffensivi – nella maggior parte dei casi – stridono con quelle che negli ultimi anni arrivano dalle zone dove la guerra è stata combattuta davvero – Afghanistan, Iraq, Libia, il confine tra il Libano e Israele, quello tra India e Pakistan – e i bunker hanno ancora la loro funzione militare.

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