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  • domenica 16 febbraio 2014

Una grande vittoria italiana alle Olimpiadi Invernali

La storia di quando, a Lillehammer, l'Italia vinse la medaglia d'oro nella 4 x 10 km maschile di sci di fondo, battendo a sorpresa la fortissima squadra di casa

Simone Eterno ha raccontato sulla rivista online l’Ultimo Uomo di quando la squadra italiana della staffetta maschile di sci di fondo vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali di Lillehammer, davanti a decine di migliaia di spettatori norvegesi che si aspettavano una vittoria facile della fortissima squadra di casa.

Ancora una volta penso sia tutta colpa di mio padre. O merito, se preferite. Come tutti i figli unici cresciuti con una madre ultra-apprensiva, mio padre è il mio idolo. Nonostante fossi solo un bambino, quel giorno me lo ricordo davvero bene. Forse perché vidi per la prima volta mio padre andare sopra le righe, esaltarsi, agitarsi ed emozionarsi davanti a un 25 pollici Sony a tubo catodico (ancora perfettamente funzionante) come non l’avevo mai visto fare prima. O forse perché dall’altra parte dei cristalli c’era un carabiniere di San Pietro di Cadore che aveva appena fatto il culo al più grande fondista di tutti i tempi. L’Italia aveva appena scritto una delle più grandi imprese sportive nella storia delle Olimpiadi Invernali. Anzi, probabilmente la più grande. Non ve la ricordate?

Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner
L’Olimpiade Invernale è alla sua XVII edizione; siamo a Lillehammer, Norvegia, ed è il 1994. Come tutte le imprese epiche però non siamo in un luogo qualunque. Il Birkebeineren Skistadion è preso d’assalto da giorni per avere un posto in prima fila a quello che si prospetta come il momento più importante delle Olimpiadi per i norvegesi: il giorno del fondo con la staffetta 4x10km. 200mila persone hanno fatto richiesta di un biglietto. I posti dentro lo stadio sono 31mila. Altre 75mila anime si calcola siano stipate lungo il percorso. Insomma, quasi 110mila persone sono presenti. Qualcuno si è persino arrampicato sugli alberi. Ogni più importante carica nazionale si è assicurata un posto sulle tribune; re compreso, ovviamente. E come non potrebbe essere stato altrimenti, siamo al Birkebeineren skistadion

(continua a leggere su l’Ultimo Uomo)

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