• Italia
  • domenica 16 febbraio 2014

In crisi

Un po' di numeri su un avvenimento eccezionale che capita assai spesso, in Italia (quanto spesso? quale è stata la crisi di governo più lunga? e quella più breve?)

In questi giorni di crisi e di governi che vanno o arrivano può essere comodo per fare una bella figura a cena conoscere qualche numero da sfoggiare al momento giusto. Ad esempio: quanto è durato il governo che è durato meno nella storia della Repubblica? Ora che il governo Letta si è dimesso, quanti sono i governi che abbiamo avuto? E quanti sono stati i presidenti del Consiglio che li hanno guidati? Alcuni numeri sono abbastanza noti – sappiamo tutti chi ha guidato il governo che è rimasto in carica più a lungo nella storia della Repubblica – ma ce ne sono altri un po’ meno conosciuti (ad esempio, i due record del governo Monti).

Quanto dura in media un governo italiano
Dipende da che cosa si intende con “italiano”. Se consideriamo soltanto l’epoca successiva al referendum costituzionale del 1946, allora la durata media è di circa 12 mesi. Durante la cosiddetta “prima repubblica” (tra il 1946 e il 1994) la durata media era di 342 giorni. Nel corso della seconda repubblica questa media è quasi raddoppiata, passando a circa 600 giorni. Se invece consideriamo tutto il periodo dall’unità d’Italia a oggi, allora, la media sale un poco: un anno e due mesi. Ma c’è un trucco: basta levare dal conto i 20 anni di governo Mussolini – che formalmente rimase presidente del Consiglio durante tutto il periodo della sua dittatura – e la media ritorna a scendere sotto un anno di durata.

Crisi più veloce
Cioè la volta in cui trascorse meno tempo tra le dimissioni di un presidente del Consiglio e la nomina del suo successore da parte del presidente della Repubblica. Se Matteo Renzi fosse stato incaricato ieri sera, cioè il giorno dopo le dimissioni del suo predecessore, sarebbe stato un ottimo candidato a battere il record, anche se poi avrebbe dovuto impiegare molto poco a sciogliere la riserva. Renzi comunque è ancora in gara: la crisi più breve fino ad oggi è quella durata quattro giorni tra le dimissioni di Silvio Berlusconi, il 12 novembre 2011, e l’accettazione dell’incarico da parte di Mario Monti il 16 novembre (Monti era stato incaricato già il 13 novembre, ma come spesso accade in questi casi, accettò l’incarico “con riserva” e divenne presidente del Consiglio solo dopo averla sciolta il 16 novembre).

Crisi più lunga
Il più lungo periodo trascorso tra le dimissioni di un governo e la formazione di uno nuovo è quello che seguì alle dimissioni, il 26 febbraio del 1972, del primo governo Andreotti. La crisi di governo si protrasse molto a lungo e portò il paese alle prime elezioni anticipate della storia: soltanto il 26 giugno successivo fu possibile formare un nuovo governo – guidato sempre da Giulio Andreotti. Il periodo in cui il governo Andreotti I rimase in carica per l’ordinaria amministrazione fu di 130 giorni. Il record venne quasi battuto dal governo Monti che si dimise il 21 dicembre 2012. Ci vollero 128 giorni perché, dopo le elezioni del febbraio 2013, si formasse un nuovo governo, quello di Enrico Letta, il 28 aprile 2013 (ve li ricordate i saggi?). Siamo comunque lontani dal record mondiale, quello del Belgio, rimasto di recente 540 giorni senza governo.

Quanti giorni di “ordinaria amministrazione”
Al 16 febbraio 2014, la Repubblica italiana esiste da 24.731 giorni, considerando come data d’inizio il referendum del 2 giugno 1946. I giorni in cui il governo italiano è stato limitato nei suoi poteri perché dimissionario, quelli della cosiddetta “ordinaria amministrazione” – passati tra le dimissioni di un governo uscente e l’entrata in carica del successivo – sono stati 2.004 fino al governo di Mario Monti, secondo un calcolo di Luca Tentoni sulla Stampa del novembre 2011. A questi bisogna aggiungere i 128 giorni di crisi di Monti fino al governo Letta e i due giorni di crisi, fino ad ora, dopo le dimissioni di Letta: per un totale di 2.134 giorni, l’8,6 per cento del totale.

Legislatura con meno governi
In tutta la storia della Repubblica italiana c’è stata una sola legislatura – cioè un unico parlamento eletto – che ha visto anche un unico governo: si tratta della XV, durante la quale ci fu un unico presidente del Consiglio, Romano Prodi, che però rimase in carica soltanto per 722 giorni, dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008 (circa metà della durata di una legislatura prevista dalla Costituzione). Le elezioni anticipate del 2008 furono vinte da Silvio Berlusconi, che succedette a Prodi come primo presidente del Consiglio della XVI legislatura – durante la quale ci furono solo due governi: Berlusconi e Monti.

Legislatura con più governi
Il record che è stato raggiunto nel corso della storia repubblicana è di sei governi in una sola legislatura: e per ben tre volte. La prima nel corso della II legislatura, tra il 1953 e il 1958. Poi di nuovo nella V, tra il 1968 e il 1972. Nell’occasione più recente è successo nell’VIII legislatura, tra il 1979 e il 1983. Si tratta di legislature della prima repubblica: nel corso della seconda la frequenza dei governi, come abbiamo visto, è leggermente diminuita. Il record di governi per legislatura nel periodo della seconda repubblica è stato raggiunto durante la XIII con quattro governi diversi: il primo governo Prodi, il primo governo D’Alema, il secondo governo D’Alema e il secondo governo Amato.

Quanti governi
L’Italia repubblicana ha avuto 62 governi in 68 anni di storia (in questo conto sono esclusi i governi Parri e De Gasperi prima del referendum costituzionale tra il 1945 e il 1946, chiamati “governi provvisori”). Contando tutti i 150 anni di storia dall’unità d’Italia – quindi anche l’epoca del regno d’Italia, cominciata nel 1861 – l’Italia ha avuto 131 governi in 153 anni.

Quanti presidenti del Consiglio
Nonostante l’Italia abbia avuto bene 62 governi, questi sono stati guidati da “soltanto” 25 presidenti del Consiglio. I cinque di loro che hanno guidato un numero maggiore di governi sono: Alcide De Gasperi e Giulio Andreotti con sette governi a testa, Amintore Fanfani con sei, Aldo Moro con cinque e Silvio Berlusconi con quattro. In tutto fanno 29 governi: questo significa che i cinque presidenti del Consiglio che hanno governato di più hanno guidato tanti governi quanto tutti gli altri venti. E significa anche che, soprattutto durante la cosiddetta Prima Repubblica, la crisi politica si concludeva molto spesso con la permanenza della stessa persona a capo del governo.

Governo più breve e governo più lungo
Per stabilire quale fu il governo più breve bisogna decidere quale caratteristica si vuole considerare. Se si considera la “pienezza dei poteri”, cioè il periodo che trascorre fino al momento in cui il governo rassegna le sue dimissioni, allora il più breve è il governo Andreotti I, rimasto in carica per nove giorni tra il 17 e il 26 febbraio 1972: dopo di che non riuscì ad ottenere la fiducia in Parlamento e dovette rassegnare di nuovo le dimissioni. Come abbiamo visto, però, il governo Andreotti rimase in carica per ben quattro mesi prima di essere sostituito, perché si andò a elezioni anticipate. Se quindi vogliamo includere nel conteggio anche il periodo dopo la sfiducia, allora il governo durato meno è il primo governo di Amintore Fanfani, rimasto in carica per 23 giorni tra il 18 gennaio e il 10 febbraio 1954.

Sul governo più lungo invece ci sono pochi dubbi: è stato il secondo governo Berlusconi, che tra l’11 giugno 2001 e il 23 aprile 2005 è rimasto in carica per 1.412 giorni (cioè quasi una legislatura completa). Al secondo posto c’è sempre un governo Berlusconi, il quarto, che tra l’8 maggio 2008 e il 16 novembre 2011 è rimasto al governo per 1.287 giorni. Terzo posto per Bettino Craxi, che durante il suo primo governo rimase in carica per 1.093 giorni tra il 4 agosto 1983 e il primo agosto del 1986.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.