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  • mercoledì 12 Febbraio 2014

Il primo coming out nello sport in Italia

L'ha fatto Nicole Bonamino, 22 anni, portiere della Nazionale Italiana di hockey in-line

Nicole Bonamino ha 22 anni, è il portiere della Nazionale Italiana di hockey in-line – sport simile all’hockey sul ghiaccio ma che si pratica su asfalto o resina e con i pattini in linea – ed è stata scelta come miglior portiere femminile italiano per il 2012 e il 2013. Bonamino è anche il primo atleta professionista in Italia in attività a fare pubblicamente coming out e a dire di essere omosessuale. Ne ha parlato in un’intervista al sito di news Lez Pop.

Nicole Bonamino è il portiere della Nazionale Italiana di hockey in-line – uno sport molto simile all’hockey sul ghiaccio, ma praticato sui pattini in linea. Nicole ha 22 anni ed è lesbica: ha accettato di parlarci della sua omosessualità «perché se non siamo noi a cambiare le cose, le cose potrebbero non cambiare mai».

Con la Nazionale femminile ha già partecipato a due campionati del mondo, attualmente gioca nelle Gatte Nere di Piacenza, è stata miglior portiere femminile italiano degli ultimi due anni, e adesso è il primo sportivo in Italia – maschio o femmina – a dire pubblicamente di essere gay. Considerato che l’hockey in-line potrebbe diventare sport olimpico ai prossimi giochi di Rio de Janeiro del 2016, noi di LezPop siamo pronte a fare il tifo per lei alle prossimi olimpiadi.

Sei la prima sportiva italiana che fa coming out, secondo te perché in Italia è così difficile?
Penso sia per paura. Certo, alcuni rischi ci sono ad essere dichiarati. Perché finché giochi con la tua squadra non ci sono problemi, ma quando arrivi in Nazionale è un po’ diverso. Ad un mondiale rappresenti l’Italia e se a qualcuno non piace il tuo orientamento sessuale potresti essere fuori dalla squadra.

E tu non hai paura?
Se andiamo avanti così le cose non cambieranno mai. La paura alimenta altra paura, invece bisogna mandare un segnale forte soprattutto per le ragazzine più giovani. Tra l’altro, non credo che alla mia allenatrice, Teresa Turillo, interessi troppo il mio orientamento sessuale. E poi, come potrebbero escludermi dalla Nazionale perché sono lesbica? Ci sono dei test fisici che provano le mie capacità atletiche.

A livello mondiale, ci sono più atlete lesbiche dichiarate che gay. Secondo te perché?
In certi ambienti è più facile essere lesbiche che gay. Ed è solo una questione di stereotipi. Per esempio dai giocatori di hockey ci si aspetta che siano virili. Mentre le donne che praticano alcuni sport sono già fuori da un certo stereotipo: anche se non sono lesbiche, spesso vengono percepite così.

L’Italia è stato l’unico paese europeo ad aver mandato a Sochi un’alta carica dello Stato. Cosa ne pensi?
Penso che Letta non sarebbe dovuto andare all’apertura dei giochi. Ma non credo abbia avuto tutto quest’impatto in Italia. In generale gli italiani non amano troppo informarsi, per di più non sono molto interessati all’argomento e non sanno come schierarsi rispetto all’omofobia.

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Foto: Nicole Bonamino