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  • mercoledì 29 Gennaio 2014

La legge sull’amnistia in Ucraina

È stata approvata dal parlamento e sarà applicata solo quando i manifestanti sgombereranno gli edifici governativi occupati: l'opposizione l'ha rifiutata

Mercoledì sera il parlamento ucraino ha approvato la legge che concederà l’amnistia agli attivisti arrestati dalle forze governative durante le recenti proteste nel paese. L’amnistia, ha stabilito il parlamento, sarà applicata solo una volta che i manifestanti avranno lasciato gli edifici governativi occupati a Kiev e in altre città ucraine nell’ultima settimana. La legge ha ottenuto 232 voti favorevoli, provenienti dal Partito delle Regioni – la forza politica del presidente Viktor Yanukovych, bersaglio primario delle proteste – e dal Partito Comunista suo alleato, mentre i parlamentari di opposizione si sono astenuti e hanno contestato alcune delle condizioni imposte.

La legge sull’amnistia è già stata rifiutata delle opposizioni, che hanno accusato il governo di trattare gli attivisti arrestati durante le proteste come dei prigionieri politici. Oleh Tyahnybok, leader del gruppo di estrema destra Svoboda e protagonista delle recenti proteste, ha detto: «Il parlamento ha appena approvato una legge sugli ostaggi. Le autorità stanno considerando gli ostaggi come se fossero terroristi, in modo che sia possibile intavolare degli scambi». Vitaly Klitschko, ex pugile e leader del partito liberale di centro-destra Udar, tra i più carismatici sostenitori delle proteste di questi mesi, ha detto che l’opposizione continuerà a cercare la scarcerazione degli attivisti, ma senza l’obbligo di accettare condizioni così dure dal governo.

Come scrive il Wall Street Journal, comunque, le opposizioni ucraine sono piuttosto divise tra loro su alcuni punti, specie per una diversa attitudine verso possibili colloqui con le forze governative. Per esempio, la parte “politica” dell’opposizione, cioè quella formata dai sostenitori dei partiti in parlamento, ha costretto un’altra fazione più “militante”, Causa Comune, a ritirarsi dal ministero dell’Agricoltura che era rimasto occupato per giorni, in modo da mandare un segnale di apertura nei confronti del governo. Tra le due fazioni era scoppiata anche una rissa in cui sono rimaste ferite cinque persone. Negli ultimi giorni Causa Comune, che dice di poter contare su centinaia di sostenitori, ha occupato tre ministeri, accusando i leader dell’opposizione politica di essere troppo passivi nei tentativi di far dimettere il presidente Yanukovych. 

L’approvazione della legge sull’amnistia è arrivata il giorno dopo altre due decisioni molto significative da parte del governo e del presidente. Martedì il primo ministro Mykola Azarov si era dimesso dal suo incarico, facendo cadere l’intero governo, e il parlamento aveva abolito la legge anti-proteste, entrata in vigore soltanto sei giorni prima e ampiamente criticata dalle opposizioni: tra le altre cose, la legge prevedeva fino a cinque anni di carcere per chi partecipava a manifestazioni non autorizzate; vietava di protestare a volto coperto o indossando un casco, di utilizzare un megafono in un luogo pubblico o di partecipare a cortei con più di cinque auto; vietava gli accampamenti. Le recenti concessioni del parlamento e del presidente, dicono molti esperti, sono state fatte per cercare di fermare le violenze che si sono intensificate in tutto il paese negli ultimi giorni.

Mercoledì il presidente russo Vladimir Putin ha detto di volere aspettare la formazione del nuovo governo prima di erogare ulteriori prestiti nel quadro del pacchetto di salvataggio di 15 miliardi di dollari che la Russia ha stanziato nei confronti dell’Ucraina lo scorso dicembre. Finora gli scontri sono hanno provocato la morte di quattro manifestanti e il ferimento di diverse altre centinaia.

Foto: La scritta dice “rivoluzione”, in centro a Kiev (AP Photo/Efrem Lukatsky)