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  • mercoledì 15 Gennaio 2014

Perché Davide Faraone è indagato

Il nuovo responsabile welfare e scuola del PD è coinvolto nell'inchiesta sull'utilizzo dei fondi dell'Assemblea Regionale Siciliana

Davide Faraone, parlamentare e responsabile welfare e scuola della nuova segreteria del PD, è indagato in un’inchiesta aperta nell’ottobre del 2012 dalla procura di Palermo sull’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) che riguarda le ultime tre legislature. In tutto sono coinvolte 97 persone: 83 sono parlamentari regionali, gli altri sono consulenti e dipendenti dell’ARS: solo in 13 (gli ex capigruppo) hanno finora ricevuto un avviso di garanzia. È coinvolto anche l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo. L’accusa è peculato per uso illecito – quindi riferito a spese non istituzionali o comunque non giustificate – di fondi destinati ai gruppi parlamentari. Le spese illegittime ammonterebbero a oltre 10 milioni di euro e riguarderebbero, tra le altre cose, l’acquisto di gioielli, borse, cravatte, soldi fuori busta ai dipendenti.

In particolare a Davide Faraone sono contestate spese per 3.380,60 euro. Faraone ha commentato: «Benissimo, la procura indaghi. E se c’è qualche ladro, deve pagare. Sono certo che emergerà se c’è qualcuno che ha rubato e ha utilizzato le risorse per lucro personale. Ci sarà occasione di far conoscere a tutti i modi in cui si destinano le risorse a fini politici». Intervistato alla Zanzara su Radio 24 ha spiegato che per ora non si dimetterà dalla segreteria: «Dovessi essere rinviato a giudizio mi dimetto, mi dimetto anche da uomo. Ma non ci si arriverà perchè sono sicuro di come ho usato i soldi. Sono tranquillo sull’utilizzo di queste risorse».

Davide Faraone è stato eletto per la prima volta alla Camera alle ultime elezioni politiche nella circoscrizione XXIV Sicilia 1 per il Partito Democratico, dopo aver vinto le primarie per i parlamentari. In precedenza, nell’aprile del 2008, era stato eletto deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e nel 2012 aveva partecipato, appoggiato da Matteo Renzi, alle primarie per scegliere il candidato del centrosinistra alle comunali di Palermo: era arrivato terzo dopo Fabrizio Ferrandelli e Rita Borsellino.