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  • domenica 12 Gennaio 2014

“La tendenza devastante alla sciatteria del giornalismo italiano”

Specialmente quello politico: stavolta ne scrive un cronista politico da 15 anni alla Stampa

A partire da una sbrigativa risposta a un’intervista di una deputata del PD, il giornalista della Stampa Jacopo Iacoboni ha pubblicato sul suo blog un’equilibrata e articolata analisi sulla mediocre qualità di buona parte del giornalismo italiano – soprattutto quello che si occupa di politica -, individuando una serie di temi che raramente emergono nelle schematiche contrapposizioni tra difese corporative e attacchi demagogici. E, elemento notevole e inedito rispetto alle esposizioni consuete, indicando i bravi giornalisti come eccezioni alla regola della sciatteria, e non viceversa.

Occorre partire da un dato: non pare che i renziani in questo momento godano di una particolare cattiva stampa, dunque l’occasione spiccia della denuncia della Morani sembra non fondata. Non per questo però è una denuncia che – per quanto mal espressa – può essere ignorata, se non altro perché non è la prima, e anche Renzi stesso – in diverse occasioni – ha criticato, in maniera un po’ più puntuale – la tendenza ormai devastante alla sciatteria del giornalismo italiano, specialmente quello politico. E’ una sciatteria che a volte diventa disinformazione vera e propria ma credo (nel caso di Renzi) colpisca anche al di là delle effettive intenzioni dei giornalisti che la praticano. Detto altrimenti: non si vede al momento un sistema dell’informazione che vuole danneggiare Renzi, si vede però, e spesso, un’informazione sciatta che di fatto può danneggiare chiunque di cui si occupi, in questo caso Renzi, che è molto in trincea, ma anche altri; la sciatteria è di per sé un modo di occultare la verità, di tradirla, quindi di fatto di far danno a qualcuno, non di raccontare cercando l’onestà (che mai si raggiunge; si cerca).

La sciatteria e la mediocrità sono dei singoli innanzitutto (che potrebbero essere, ognuno nel suo piccolo, più accurati e in definitiva migliori), ma anche del “sistema dell’informazione” – ossia della somma delle macchine dei tanti media che operano in Italia, e degli stessi ingranaggi, i meccanismi di funzionamento di quel “sistema”  – che generano un effetto assai nocivo, anche se spesso preterintenzionale, diciamo così: non si fa un servizio di vera informazione non perché si voglia colpire o avvantaggiare qualcuno; semplicemente, si danneggia di fatto il tentativo di un racconto che punta all’onestà. In questa denuncia, a me pare che Renzi abbia tendenzialmente ragione; non dice che il giornalismo danneggia lui, pone un problema di degrado dell’informazione che può toccare tutti. E molti sta già toccando.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

(leggi per intero sul blog di Jacopo Iacoboni)

– Luca Sofri: Il dito media