Il video della bambina bravissima con la lingua dei segni

Ha quattro anni: Slate ha spiegato perché ha interpretato "magistralmente" una poesia di Natale

Sheena McFeely è una donna sorda che con il marito Manny Johnson ha aperto un canale su YouTube per insegnare la lingua dei segni americana (American Sign Language, ASL) con vari video e l’aiuto delle due figlie: la prima ha l’udito, la seconda ha quattro anni ed è sorda dalla nascita. Il mese scorso il canale ha pubblicato un video in cui Shaylee, la figlia minore, interpreta con i segni una versione della celebre poesia natalizia “Twas the Night Before Christmas”.

Slate ha riproposto il video mostrando immagine dopo immagine la «magistrale performance» di Shaylee, spiegando come la bambina riesca a interpretare attraverso i segni sia l’aspetto verbale del testo che gli aspetti non verbali, le cosiddette espressioni sovrasegmentali che per esempio indicano l’intonazione. Una cosa non facile, specie per una bambina di quattro anni – ma lei è molto brava e la poesia risulta così perfettamente comprensibile a tutti.

Al minuto 00.30 Shaylee riesce a comporre una frase piuttosto complessa che comprende un commento: “un topolino che correva in giro” e “adesso è immobile” che lei esprime con un movimento delle sopracciglia, piuttosto complesso per una bambina di quell’età.

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Più avanti il testo racconta delle calze appese al camino (quelle che Babbo Natale riempirà di doni) e nel momento della loro descrizione Shaylee sposta lo sguardo esprimendo con l’espressione del viso una reazione di stupore. Lo stesso movimento viene fatto nella strofa successiva per descrivere i bambini che stanno dormendo. Questa tecnica ha un nome preciso nel linguaggio dei segni – “role shift” – ed è una strategia narrativa che consiste nell’interrompere il contatto visivo con l’interlocutore e spostare lo sguardo, per mettersi nei panni del soggetto che si sta descrivendo e che è diverso dal narratore stesso. L’obiettivo è raccontare un punto di vista diverso. Slate scrive che è una tecnica difficile da imparare e riprodurre.

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Per indicare la parola “vecchio” la bambina esagera il gesto, per rendere l’intonazione della parola come fosse pronunciata e riferita a una persona davvero mooolto veeeecchia.

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Nella sua performance, la bambina non solo rappresenta il narratore della storia e una serie di altri personaggi che ne fanno parte, ma mette in scena anche se stessa e le proprie emozioni. Qui per un attimo esprime i suoi sentimenti senza interrompere il ritmo della narrazione.

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