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  • mercoledì 18 Dicembre 2013

Billie Jean King rappresenterà gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Sochi

Obama ha scelto la grande ex tennista dichiaratamente lesbica, come risposta alla contestata legge russa contro i gay

Il presidente statunitense Barack Obama ha scelto l’ex tennista Billie Jean King – dichiaratamente lesbica e da anni impegnata nella promozione dei diritti delle donne e delle persone omosessuali – come membro della delegazione che rappresenterà ufficialmente gli Stati Uniti alle Olimpiadi invernali di Sochi, che si terranno in Russia dal 7 al 23 febbraio 2014. Oltre a King, farà parte della delegazione un’altra atleta apertamente omosessuale, la giocatrice 28enne di hockey Caitlin Cahow. Il gruppo prenderà parte alle cerimonie di apertura e chiusura dei giochi: per la prima volta dal 2000 non comprende né il presidente degli Stati Uniti, né il vicepresidente, né un ex-presidente, né una delle loro mogli.

La decisione di Obama è vista come un segnale contro l’omofobia in Russia e in particolare contro la contestata legge approvata lo scorso giugno che prevede ingenti multe per chiunque “diffonda informazioni sull’omosessualità” ai minori di 18 anni e organizzi manifestazioni a sostegno delle persone omosessuali. Secondo molte associazioni per i diritti umani, di fatto la legge impedisce di parlare di omosessualità. La Casa Bianca non ha fatto riferimento alla legge nel presentare la decisione, dicendo che Obama non parteciperà ai Giochi perché impegnato, ma Shin Inouye, membro dell’amministrazione, ha spiegato che la delegazione alle Olimpiadi «rappresenta la diversità degli Stati Uniti».

Billie Jean King si è detta «profondamente onorata della scelta» e ha aggiunto che spera che «questi Giochi olimpici saranno infine un momento di svolta per l’accettazione universale di tutte le persone». King, che ha 70 anni, è una delle più importanti tenniste americane: ha vinto in tutto 39 Gran Slam – i tornei di tennis più prestigiosi – di cui 12 in singolare. Negli anni Settanta è diventata famosa anche per la cosiddetta “battaglia dei sessi“, una storica partita in cui sconfisse il tennista Bobby Riggs, dimostrando che una donna era in grado di giocare quanto e meglio di un uomo. Oltre che icona femminista, negli anni Ottanta divenne anche un simbolo della lotta per i diritti delle persone omosessuali, dopo aver annunciato di essere lesbica. Nel 2006 le è stato intitolato il grande centro tennistico di New York – il più grande al mondo – nel quale ogni anno si giocano gli US Open. Nel 2009 è diventata la prima atleta donna a ricevere la Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile negli Stati Uniti, consegnata dal presidente Barack Obama.

Foto: Brad Barket/Getty Images