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  • venerdì 13 dicembre 2013

L’assurda storia del finto interprete di Obama

Ogni ora che passa si arricchisce di elementi, ora è diventata la storia dello schizofrenico violento a un passo dal presidente degli Stati Uniti

Una delle storie più circolate negli ultimi giorni è quella dell’interprete che avrebbe dovuto tradurre nel linguaggio dei segni il discorso di Obama e degli altri leader mondiali alla cerimonia in ricordo di Nelson Mandela, lo scorso 10 dicembre allo stadio di Soweto, e invece ha fatto dei segni a caso. Nel corso delle ore e dei giorni la storia si è arricchita di molti altri elementi, diventando qualcosa in più di una semplice cosa bizzarra da “strano ma vero”.

Già durante la cerimonia, seguita in diretta da milioni di persone in tutto il mondo, qualcuno su Twitter aveva fatto notare che la traduzione dei discorsi nel linguaggio dei segni non aveva senso. Nel giro di pochi minuti la comunità sudafricana dei sordi aveva diffuso un comunicato denunciando il fatto che l’interprete sul palco aveva fatto dei gesti a caso. La storia ha fatto rapidamente il giro del mondo e molti si sono chiesti come fosse stato possibile che per una cerimonia così importante fosse stato scelto un interprete così impreparato: gli esperti sostengono che non sia stato in grado di tradurre neppure termini elementari come “grazie” o “Mandela”.

L’interprete in questione si chiama Thamsanqa Jantjie e ha ricevuto una paga di 77 dollari per il lavoro di quella giornata. Inizialmente si era pensato che avesse utilizzato un dialetto o una lingua poco conosciuta, ma quest’ipotesi è stata presto smentita: aveva semplicemente inventato i gesti. Raggiunto dal quotidiano sudafricano The Star, Jantjie ha spiegato di avere problemi di schizofrenia e di essere in cura per questo da mesi. Quel giorno, ha detto, ha improvvisamente perso la concentrazione, e ha iniziato a sentire voci, ad avere allucinazioni e vedere gli angeli. Ha cercato allora di dissimulare il problema, continuando a gesticolare come se nulla fosse. Nell’intervista Jantje si scusa e chiede di essere perdonato.

Il governo sudafricano non è stato in grado di spiegare come Jantjie sia stato selezionato e ha fatto sapere che l’agenzia per cui l’uomo lavorava è sparita nel nulla. Hendrietta Bogopane-Zulu, il vice-ministro per le donne, i bambini e le persone disabili, ha provato a difendere la scelta dicendo che Jantjie ha frequentato una scuola per sordi e che per la prima parte della celebrazione ha tradotto correttamente. Ha anche ammesso però che non è un interprete professionista, pur parlando correttamente il linguaggio dei segni, e che tradurre dall’inglese forse era troppo complicato per lui.

Jantjie è stato raggiunto anche da Associated Press, a cui ha spiegato che quando ha iniziato ad avere le allucinazioni si è preoccupato per via degli uomini della sicurezza, armati, che erano con lui sul palco. Ha poi spiegato che gli attacchi di schizofrenia lo portano spesso a essere violento, ma non ha voluto fornire ulteriori dettagli. Quando i giornalisti di Associated Press gli hanno mostrato le riprese di quel giorno, ha detto di non ricordarsi nulla.

La tv africana eNCA ha detto di aver raccolto documenti giudiziari su Jantjie e aver scoperto nel 1994 fu accusato di stupro e furto, nel 1997 di violazione di domicilio, nel 1998 di danni a proprietà altrui, nel 2003 di omicidio, tentato omicidio e sequestro di persona. Molte di quelle accuse caddero ma non è ancora chiaro del tutto se Jantjie sia stato ritenuto colpevole in alcuni di questi procedimenti.

Oltre al disagio causato dalla mancata traduzione nel linguaggio dei segni di uno degli eventi più importanti della storia recente, in molti hanno fatto notare il rischio legato a un uomo schizofrenico e potenzialmente violento a meno di un metro dal presidente degli Stati Uniti e da altri importanti leader mondiali, come il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Il sito di news statunitense Politico sostiene inoltre che questo non sia il solo problema di sicurezza di quella giornata. Molti giornalisti stranieri hanno raccontato che i controlli fuori dallo stadio sono stati tutt’altro che efficienti: la maggior parte delle 95.000 persone presenti non ha attraversato metal detector e non è stata perquisita prima di entrare. Politico aggiunge che data l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza, la scorta di Obama avrebbe forse dovuto impedirgli di partecipare all’evento. Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha difeso gli agenti assicurando che sono state prese tutte le precauzioni possibili per organizzare il viaggio, nonostante il pochissimo preavviso.