• Italia
  • lunedì 25 novembre 2013

La Sardegna una settimana dopo

Gli aggiornamenti per punti: quanti sono gli sfollati e quando riceveranno i primi soldi, quanto ha stanziato il governo, le inchieste aperte per omicidio e disastro colposo

Dopo l’alluvione che tra lunedì 18 e martedì 19 novembre ha provocato la morte di 16 persone, in Sardegna la Protezione civile, le autorità locali e i volontari sono ancora al lavoro per rimettere in sicurezza gli edifici, ripristinare i collegamenti stradali e assistere le centinaia di persone sfollate. Di seguito, per punti, i principali dati e aggiornamenti.

– I comuni danneggiati dall’alluvione sono 60, secondo l’ultimo censimento della Protezione civile: 11 in provincia di Olbia-Tempio, 16 in provincia di Nuoro, 10 in provincia di Oristano, 8 in provincia di Cagliari, 8 in provincia Medio Campidano e 7 nella provincia dell’Ogliastra.

– Da quasi una settimana si cerca ancora un disperso nelle campagne fra Bitti e Onanì in provincia di Nuoro. Alle ricerche collaborano diverse squadre dei vigili del fuoco.

– Gli sfollati, dice la Protezione civile, sono 871: 644 sono autonomi e quindi ospitati da amici e parenti, mentre 227 sono nei centri di raccolta allestiti in strutture comunali e sale parrocchiali.

– Entro la fine di dicembre dovrebbe essere attivo il sistema di contributi per l’assistenza economica agli sfollati. L’importo massimo sarà di 600 euro per nucleo familiare (200 euro a persona fino a raggiungimento del massimo). Le persone che abitano da sole avranno diritto a un contributo di 300 euro. I contributi saranno concessi dopo le verifiche tecniche sullo stato delle abitazioni e solo nei casi in cui queste saranno dichiarate inagibili. Sono previsti contribuiti e aiuti anche per le attività produttive.

– Il sistema dei soccorsi conta oltre 360 volontari, 440 vigili del fuoco che hanno a disposizione più di 80 automezzi, 330 operatori dell’Ente foereste e 199 della Forestale. Le principali attività riguardano la messa in sicurezza e il recupero delle zone danneggiate dalle inondazioni.

– Nel fine settimana il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, ha visitato le aree alluvionate della Sardegna. Ha ricordato che i comuni devono mettere in sicurezza i loro territori per evitare nuove inondazioni, confermando l’impegno del governo per dare le risorse necessarie per la ricostruzione e la sistemazione dei paesi dell’alluvione.

– Per la gestione della prima emergenza sono stati messi a disposizione dal governo 25 milioni di euro. Sono poi previsti, in una seconda fase, almeno 100 milioni di euro per la ricostruzione per i quali è già prevista una copertura finanziaria. Si sta valutando la possibilità di mettere a disposizione altri 50 milioni di euro, ma con tempi più lunghi.

– Le procure di Tempio Pausania e di Nuoro hanno aperto complessivamente cinque inchieste per l’alluvione della scorsa settimana. Tra le ipotesi di reato ci sono omicidio e disastro colposo.

– Tra le emergenze ambientali, la più critica è quella del rio San Giovanni nella zona di Olbia: l’alluvione ha danneggiato una cisterna di un impianto per la produzione di bitume contenente 6mila litri di gasolio, che si è disperso nel fiume. Sono in corso attività di contenimento e di bonifica degli argini, anche se partite in ritardo secondo la stampa locale.

– Un’altra emergenza ambientale riguarda i depuratori degli acquedotti dei comuni interessati dall’alluvione: in molti casi sono rimasti danneggiati e non filtrano quindi efficacemente le acque di scarico, che finiscono nei fiumi e in mare. Il commissario per l’emergenza, Giorgio Cicalò, ha emesso un’ordinanza per dare la priorità al ripristino dei sistemi di filtraggio, ma i tempi necessari per sistemare le cose sono difficili da stimare.

– L’ANAS è al lavoro per ripristinare le strade danneggiate e interrotte dall’alluvione. Il commissario per l’emergenza ha emesso un’ordinanza per il ripristino della viabilità sulla provinciale Lula-Onanì nel nuorese, interrotta a causa del crollo di parte di uno dei suoi ponti. L’ordinanza dovrebbe sveltire la sistemazione della strada, importante per raggiungere diversi paesi nella zona. Altri interventi sono in corso sulle altre strade danneggiate e per le quali sono stati stanziati interventi da diversi milioni di euro.

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