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  • mercoledì 20 novembre 2013

Maduro ha ottenuto i poteri speciali

Il presidente del Venezuela per un anno potrà fare le leggi senza l'approvazione del Parlamento, tra molte contestazioni

Martedì 19 novembre l’Assemblea Nazionale del Venezuela ha approvato definitivamente la cosiddetta “legge abilitante”, che concede al presidente Nicolas Maduro poteri speciali consentendogli di governare per decreto. Maduro, erede politico di Hugo Chávez ed esponente del Partito Socialista Unito (PSUV), ha vinto le elezioni presidenziali lo scorso aprile: a partire da oggi e per dodici mesi potrà creare leggi senza l’approvazione del Parlamento. Lo scorso 14 novembre l’Assemblea aveva dato il via libera alla proposta di legge, che era stata poi esaminata da una speciale commissione. Dopo essere tornata in Assemblea la proposta è stata infine approvata con il minimo di voti necessari, i tre quinti del totale: 99 si su 165. L’8 dicembre sono in programma le elezioni municipali: Maduro godrà dei poteri speciali durante buona parte della campagna elettorale.

L’obiettivo dichiarato di Maduro, che aveva chiesto poteri speciali in ottobre, è contrastare la crisi economica innescata dall’aumento dell’inflazione, che ha superato il 50 per cento, di affrontare la mancanza di beni di prima necessità, di ridurre il costo della vita dei venezuelani e di combattere la corruzione. La nuova legge, dice, gli permetterà di «proteggere i salari, tenere d’occhio i costi, proteggere il controllo dei prezzi e mettere limiti ragionevoli sui profitti». Interventi che l’opposizione ha finora reso impossibili, secondo Maduro, che pensa che i problemi economici del paese siano causati da una «guerra economica» che le élite del paese, alleate con gli Stati Uniti, hanno intrapreso contro il governo e il popolo venezuelano. Per combattere questa “guerra” alcuni mesi fa è stato istituito un “Organo per la difesa popolare dell’economia” che insieme ad altri enti si occupa di regolare i prezzi e multare o espropriare le aziende che rifiutano di adeguarsi. La scorsa settimana Maduro ha ordinato il sequestro di tutti i negozi Daka, una catena di elettronica diffusa in tutto il paese accusata di avere prezzi troppo alti, inviando l’esercito a occupare i negozi. A settembre, inoltre, era stata sequestrata una fabbrica di carta igienica per cercare di aumentare la disponibilità del prodotto, che non appena compariva nei supermercati causava lunghissime code.

I critici, però, accusano proprio Maduro dei problemi economici del paese: in particolare, il tasso di cambio fisso imposto dal governo, le restrizioni sulla circolazione di valuta straniera e il controllo dei prezzi avrebbero portato alla scarsità di beni di primo consumo come carta igienica, riso e carne. Inoltre, secondo l’opposizione, i poteri speciali verranno utilizzati per reprimere il dissenso: «L’unico obiettivo di questa misura è perseguitare le voci critiche presenti nella società, nelle ong e nei partiti politici con idee differenti», ha dichiarato il deputato dell’opposizione Eduardo Gomez Sigala. Henrique Capriles Radonski, leader della Mesa de la Unidad Democrática (MUD), principale partito di opposizione a Maduro, ha definito la mossa parlamentare una «truffa contro i venezuelani» e ha definito il presidente «un pupazzo in stile cubano, che ha l’obiettivo di imporci un modello economico che non funziona».

Foto: Il presidente dell’Assemblea nazionale Diosdado Cabello e Nicolas Maduro
mentre firma la nuova legge, 19 novembre 2013 (JUAN BARRETO/AFP/Getty Images)

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