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  • venerdì 15 Novembre 2013

Le 8 vittorie degli Indiana Pacers

È l'unica squadra imbattuta della NBA e in pochi se lo aspettavano: merito soprattutto di due giocatori sorprendenti

La NBA – il campionato di basket della lega professionistica degli Stati Uniti e del Canada – è iniziata da poco più di due settimane e si sono già viste cose molto belle e giocate spettacolari. Dopo 8 giornate – in NBA la frequenza delle partite è molto più alta di quella del basket europeo: si gioca una volta ogni 2-3 giorni – c’è una sola squadra ancora imbattuta, che non fa parte delle 3-4 franchigie indicate all’inizio della stagione come le principali favorite per la vittoria del campionato: si tratta degli Indiana Pacers, squadra della Eastern Conference che aveva ottenuto buonissimi risultati lo scorso anno ma che per l’assenza di un nome “da copertina”, diciamo, era stata probabilmente sottovalutata da molti critici e appassionati di basket.

Gli Indiana Pacers non sono una novità della NBA: lo scorso anno erano arrivati molto bene ai playoff e avevano costretto i Miami Heat, poi vincitori del campionato, a giocare 7 partite, tutte quelle disponibili in una serie di playoff. Miami aveva sconfitto Indiana, con grande fatica, per 4 partite a 3, grazie soprattutto al giocatore più forte e importante degli Heat (e probabilmente di tutta la NBA), LeBron James. Quest’anno però Indiana è partita meglio di tutte le altre, anche degli Heat: ha raggiunto senza troppo affanno la cifra di 8 partite vinte e 0 perse, dopo aver giocato contro New Orleans Pelicans, Orlando Magic, Cleveland Cavaliers, Detroit Pistons, Chicago Bulls, Toronto Raptors, Brooklyn Nets e Memphis Grizzlies.

Indiana è una squadra molto solida, specie nella fase difensiva del gioco: ha la miglior difesa della lega, con 84,5 punti a partita concessi agli avversari (altra differenza con il basket europeo: i punteggi sono più alti, e privilegiando il gioco e lo spettacolo è piuttosto frequente che si superino i 100 punti segnati) e circa 7 punti in meno rispetto ai secondi meglio classificati, i Chicago Bulls. Una delle statistiche più sorprendenti dei Pacers riguarda le stoppate: Indiana fa in media 8,8 stoppate a partita, realizzate per la maggior parte dal centro Roy Hibbert, già candidato a diventare il miglior giocatore difensivo dell’anno. Nella partita giocata dai Pacers contro gli Orlando Magic, il 29 ottobre scorso, Hibbert ha fatto 7 stoppate da solo – e sono una più bella dell’altra.

Il giocatore dei Pacers di cui si sta parlando di più però è l’ala piccola Paul George, che rispetto alla scorsa stagione si è migliorato un po’ in tutte le fasi del gioco – punti segnati a partita, percentuali, assist, rimbalzi e palle rubate – e che potrebbe entrare nella squadra ideale dei migliori cinque giocatori di tutta la NBA. Una delle cose che più colpisce nel gioco di George è l’apparente facilità con cui fa tutto. Nella partita giocata contro i Detroit Pistons, il 5 novembre, ha fatto 4 assist e ha segnato 31 punti, un po’ da tutte le posizioni del campo.

Secondo diversi commentatori sportivi il punto di forza di Indiana è proprio il duo Hibbert-George, che anche se non è conosciuto come i vari Lebron James-Dwayne Wade (Miami Heat), Russel Westbrook-Kevin Durant (Oklahoma City Thunder), Tony Parker-Tim Duncan (San Antonio Spurs) ha un’efficacia unica, almeno per ora. Tom Haberstroh, che tiene un blog sulla rivista sportiva americana ESPN, ha detto:

«Quando Hibbert e George hanno giocato insieme in questa stagione, i loro avversari hanno segnato solo 75,1 punti ogni 100 possessi… la media più bassa subita da qualsiasi altro duo in NBA.»

A sostegno del duo Hibbert-George ci sono altri due giocatori che possono diventare potenzialmente degli All Star, cioè far parte della selezione dei migliori della NBA: sono la guardia tiratrice Lance Stephenson e l’ala forte David West. Secondo Bleacher Reportsito specializzato di sport americani, quest’anno Indiana può aspirare a diventare la squadra più forte di tutta la Eastern Conference, superando anche Miami, che negli ultimi due anni ha dimostrato di non avere molti avversari all’altezza per competere al titolo NBA. Oltre alla partenza perfetta dei Pacers, c’è da considerare anche le difficoltà che gli Heat sembrano avere in questo inizio di campionato: Miami ha un parziale di vittorie-sconfitte di 4-3, molto lontano dal 37-2 della scorsa stagione, anche a causa di qualche problema alla schiena per LeBron James, che ha giocato le prime partite del campionato con risultati inferiori rispetto agli ultimi anni. In prospettiva, inoltre, i Pacers sono una squadra molto giovane, e anche questo conta parecchio.