• Cultura
  • mercoledì 13 novembre 2013

I 100 migliori libri di sempre, nel 1898

Li scelse un famoso critico letterario inglese: qualcuno sarebbe in classifica ancora oggi, gran parte sono stati dimenticati

Il blog letterario del Times Literary Supplement ha pubblicato pochi giorni fa la lista che compilò nel 1898 un critico letterario allora famoso e rispettato, Clement K. Shorter, con i 100 romanzi secondo lui migliori di tutti i tempi. L’elenco uscì sul mensile The Bookman, dove Shorter spiegò che aveva scelto solo un romanzo per ogni autore e che gli scrittori viventi erano esclusi.

Gran parte dei nomi in elenco sono scrittori in lingua inglese. La lista completa è qui: diversi titoli finirebbero probabilmente nella stessa lista se venisse fatta oggi; qualcun altro potrebbe suonare familiare a chi ha studiato molto bene la letteratura inglese a scuola; molti altri oggi sembrano del tutto dimenticati, a parte forse per gli esperti di letteratura vittoriana. La lista è in ordine cronologico, a partire dal Don Chisciotte di Cervantes, che ancora oggi è considerato da molti il primo esempio di romanzo moderno della letteratura europea. Tra i venti titoli più vecchi, ci sono diversi romanzi picareschi e gotici oggi dimenticati, ma anche opere che sono rimaste dei classici.

Nella lista completa ci sono solo due romanzi italiani, I promessi sposi di Alessandro Manzoni (al numero 33) e Doctor Antonio di Giovanni Ruffini (al numero 72), un romanzo autobiografico, scritto in inglese, che voleva pubblicizzare la situazione dell’Italia risorgimentale all’estero. L’autore era un mazziniano che fu a lungo esule nel Regno Unito e in Francia. Dostoevskij è nella lista con il solo Delitto e castigo. Sia Oscar Wilde che Tolstoj erano vivi al momento della pubblicazione della lista, quindi non vi sono inclusi. Robert Louis Stevenson c’è con Il Master di Ballantrae, che oggi è tra i suoi romanzi meno conosciuti.

Nota: una versione precedente di questo articolo presentava erroneamente la lista come in ordine di valore letterario e non cronologico. Ci scusiamo per l’inconveniente.