• Mondo
  • giovedì 17 Ottobre 2013

L’adolescente espulsa dalla Francia

Una 15enne rom del Kosovo è stata fermata dalla polizia di fronte ai suoi compagni di classe ed espulsa insieme con la sua famiglia, e se ne discute molto

Mercoledì 9 ottobre Leonarda Dibrani, 15 anni, rom del Kosovo, è stata fermata dalla polizia francese durante una gita scolastica che stava facendo con i suoi compagni di classe nell’est della Francia. Leonarda è stata fatta scendere dal pullman ed è stata portata via dalla polizia: il giorno stesso è stata messa su un aereo insieme ai genitori e ai cinque fratelli ed è stata rimandata in Kosovo. Leonarda era entrata in Francia illegalmente 4 anni fa, e risiedeva insieme con la sua famiglia in un centro di accoglienza per richiedenti asilo nel comune di Levier, nel dipartimento di Doubs, nella Francia orientale.

La storia di Leonarda è stata raccontata per la prima volta il 14 ottobre da “Reseau Education sans Frontiers”, rete francese di associazioni e sindacati che si occupa dell’espulsione di stranieri, sul giornale online Mediapart. L’espulsione di Leonarda e della sua famiglia ha provocato forti reazioni in Francia, soprattutto contro il ministro dell’Interno francese, Manuel Valls, da tempo criticato per le sue posizioni molto dure nei confronti dei rom. Giovedì gli studenti di diverse scuole superiori di Parigi hanno organizzato manifestazioni e cortei per protestare contro l’espulsione, chiedendo anche le dimissioni del ministro Valls.

Alcuni parlamentari socialisti hanno accusato il ministro dell’Interno Manuel Valls, uno dei più discussi del governo socialista guidato da Francois Hollande, di tradire i valori della sinistra appoggiando politiche sull’immigrazione tropo dure. Valls era già stato criticato molto in passato, per le stesse ragioni: il 24 settembre, durante un programma della radio France Inter, aveva detto che i rom che si trovano in Francia dovrebbero essere espulsi dal paese, perché quelli di loro in grado di integrarsi nella società francese sono una piccola minoranza rispetto ai 20mila che si stima vivano in tutto il territorio nazionale. Il 14 marzo aveva detto cose simili in un’intervista data al quotidiano Le Parisien (i rom «non vogliono integrarsi», il loro «destino» è di «restare in Romania o di farvi ritorno»). Anche alcune associazioni internazionali, come Amnesty International, si sono occupate delle politiche sull’immigrazione del governo di Hollande, criticandole.

L’imbarazzo del governo francese comunque è diventato sempre più evidente con il passare delle ore. Mercoledì la portavoce del governo, Najat Vallaud-Belkacem, ha difeso pubblicamente Valls: durante una trasmissione della radio francese RTL, ha però ammesso che non è ancora chiaro come siano andate le cose durante il fermo di Leonarda: «Se il pullman della scuola fosse stato effettivamente fermato e una ragazzina fatta scendere di fronte a tutti i suoi compagni, allora sarebbe davvero scioccante. Ma oggi non è chiaro se le cose siano andate in quella maniera».

La polizia francese ha fatto sapere di avere eseguito solo gli ordini, dopo che la pratica di asilo politico inoltrata dalla famiglia di Leonarda alle autorità era stata respinta per una “prospettiva insufficiente relativa all’integrazione economica e sociale”. Mercoledì, durante un intervento in parlamento, ha parlato della vicenda anche il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault. Ayrault ha detto che Leonarda e la sua famiglia potrebbero essere riammesse in Francia nel caso in cui ci fosse la sicurezza che la polizia francese ha violato la legge durante l’arresto. L’ufficio del primo ministro ha autorizzato un’inchiesta per indagare su quanto successo.