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  • giovedì 10 Ottobre 2013

L’Azerbaijan ha diffuso i risultati delle elezioni prima delle elezioni

In ogni caso il presidente Aliyev è stato rieletto, come previsto

La Commissione elettorale centrale dell’Azerbaijan, uno dei regimi più stabili della regione asiatica, ha diffuso i risultati delle elezioni presidenziali che si sono svolte ieri, mercoledì 9 ottobre, un giorno prima che le votazioni avessero inizio. Martedì 8 ottobre, infatti, sull’applicazione ufficiale per smartphone dedicata alle elezioni è stato indicato l’attuale presidente Illham Aliyev, al potere da dieci anni, come il vincitore con il 72.76 per cento dei voti, in linea con i risultati delle precedenti elezioni: nel 2003 aveva vinto con il 76.84 per cento e nel 2008 con l’87 per cento. Sempre secondo l’anticipazione, al secondo posto si sarebbe piazzato il candidato sostenuto da tutta l’opposizione con il 7.4 per cento dei voti.

azerba

I dati pubblicati sono stati rapidamente ritirati. La spiegazione ufficiale è che lo sviluppatore dell’applicazione aveva erroneamente inviato i risultati delle elezioni del 2008 durante un test. La spiegazione è fragile, visto che i risultati diffusi mostravano i nomi dei candidati delle elezioni in corso e non di quelli del 2008. Intanto lo spoglio ufficiale è arrivato all’80 per cento e il presidente Aliyev – salito al potere nell’ottobre del 2003 due mesi prima della morte di suo padre Heydar, presidente dal 1993 – è stato dichiarato vincitore con poco meno dell’85 per cento dei voti, venendo dunque rieletto ufficialmente per la terza volta consecutiva.

Anche prima dell'”incidente” il risultato delle elezioni presidenziali in Azerbaijan era piuttosto scontato, come denunciato dalle opposizioni e dagli attivisti contro il regime. Poco dopo l’apertura dei seggi il candidato dell’opposizione, Jamil Hasanli, aveva detto: «Se ci fossero elezioni democratiche e trasparenti non avrei dubbi sulla mia vittoria. Ma abbiamo ricevuto notizia di numerose violazioni delle procedure elettorali, fatte già a poche ore dall’apertura dei seggi».

L’attuale regime gestisce un immenso potere derivato dalle risorse petrolifere di cui il paese è ricchissimo, controlla la maggior parte dei mezzi di informazione, televisione e radio, reprime sistematicamente la libertà di espressione (a partire dalla seconda metà del 2012, decine di attivisti politici e giornalisti sono stati arrestati e imprigionati). E questa situazione si è verificata nel periodo pre-elettorale: mentre il presidente in carica ha scelto di non fare una vera e propria campagna perché, come dichiarato da un portavoce del suo partito, «non ne aveva bisogno» e ha trascorso la maggior parte del tempo visitando le varie regioni del paese, inaugurando scuole e opere pubbliche e concentrando le proprie dichiarazioni sui risultati ottenuti dal governo, i candidati dell’opposizione hanno avuto scarso accesso alle emittenti televisive nazionali. Inoltre il governo ha ridotto il periodo di campagna elettorale da 28 a 23 giorni.

Foto: il presidente Ilham Aliyev mentor vota a Baku ,9 ottobre 2013 (STR/AFP/Getty Images)