La Grecia sta uscendo dalla crisi?

Nella prima bozza del bilancio 2014 il governo di Atene dice di sì, ma le istituzioni internazionali ci vanno molto caute

Lunedì 7 ottobre il governo greco ha presentato la prima bozza del suo bilancio preventivo 2014, nella quale si prevede che il prossimo anno la Grecia uscirà dalla recessione che colpisce la sua economia da sei anni, grazie a una crescita dello 0,6 per cento. Per quanto sia ancora una bozza – il bilancio definitivo verrà presentato dal governo a novembre – il documento è stato molto commentato e raccontato, anche con un po’ di scetticismo: l’economia della Grecia si è contratta del 23 per cento dal 2008 e dal 2010 è dipendente dai prestiti dell’Unione Europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale.

Nel documento la Grecia prevede per il 2014 entrate superiori alle uscite di 2,8 miliardi di euro, cioè l’1,6% del PIL (al lordo del pagamento dei debiti). L’ottimismo sui primi segnali di crescita per l’economia greca è stato espresso anche da Christos Staikouras, vice ministro delle Finanze, che ha detto: «A partire da quest’anno i sacrifici che abbiamo fatto hanno cominciato a dare i loro frutti. Questo bilancio mostra i primi segnali di uscita della Grecia dalla crisi». Staikouras ha aggiunto che la Grecia sta verificando la possibilità di emettere nuovi titoli di stato nella seconda metà del 2014.

Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale, scrive però il Wall Street Journal, pensano a stime meno ottimistiche e credono che l’economia greca potrà segnare nel 2014 un deficit di bilancio di circa un miliardo di euro. In totale la Grecia ha ricevuto 240 miliardi di euro in prestiti dalla cosiddetta “troika” – Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – e il suo governo è stato costretto a imporre tagli drastici alla spesa pubblica, aumento delle tasse, e una serie di riforme del mercato del lavoro e del sistema pensionistico nazionale. Per il momento la Grecia ha ricevuto due tranche di aiuti sotto forma di prestiti, la prima nel maggio 2010 (di 110 miliardi di euro) e la seconda dell’ottobre 2011 (ma avviato dal febbraio 2012, di 130 miliardi di euro). La troika dovrà approvare anche il bilancio relativo al 2014.

Secondo BBC ci sono segnali che possono far ben sperare l’economia greca. La ripresa del settore del turismo ha provocato un aumento dell’occupazione nei lavori stagionali: molti osservatori lo considerano un segnale importante, perché questo è stato uno dei settori più colpiti dalla crisi finanziaria del 2008 (solo nel 2009 il turismo, insieme al settore della distribuzione, aveva subìto una contrazione di oltre il 15 per cento). Anche il settore manifatturiero ha mostrato alcuni segnali di ripresa, al contrario delle vendite al dettaglio che continuano ad andare peggio. Molti analisti, comunque, rimangono piuttosto cauti. Tra gli indici che più preoccupano c’è quello del tasso di disoccupazione, che ha raggiunto il livello record del 28 per cento, a cui va aggiunta anche la possibilità di ulteriori tagli ai posti di lavoro del settore pubblico. Nella bozza di bilancio presentata lunedì è previsto però che nel 2014 la disoccupazione scenda al 26 per cento.

Diego Iscaro, capo economista di IHS Global Insight, società che fa analisi e previsioni economiche, ha detto di aspettarsi per il prossimo anno una contrazione dell’economia greca tra lo 0,8 e l’1 per cento. Iscaro ha aggiunto che «aspettarsi che l’economia cresca nel prossimo anno è una previsione piuttosto ottimista e anche un po’ rischiosa. Se la performance dell’economia greca sarà sotto le aspettative si avrà un effetto a catena su tasse e spesa e la Grecia sarà costretta a rinegoziare ancora i suoi obiettivi».

Foto: (LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images)

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