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  • lunedì 7 Ottobre 2013

Ancora scontri in Egitto

53 persone sono morte per le violenze tra sostenitori e oppositori dei Fratelli Musulmani, mentre l'esercito disegnava cuori nel cielo (sul serio)

Domenica 6 ottobre in diverse città dell’Egitto ci sono stati violenti scontri tra sostenitori e oppositori dell’ex presidente Mohamed Morsi, che hanno provocato l’uccisione di almeno 53 persone: una delle giornate con più morti in strada dal colpo di stato dell’esercito del 3 luglio scorso. Fonti ufficiali del governo hanno detto che almeno 423 persone appartenenti ai Fratelli Musulmani sono state arrestate al Cairo. Gli scontri si sono verificati durante le celebrazioni del 40esimo anniversario dell’inizio della guerra dello Yom Kippur – in cui furono coinvolti Israele, Egitto e Siria – e sono durati fino a sera.

All’inizio degli scontri in piazza Tahrir si trovavano centinaia di sostenitori dell’esercito, che stavano festeggiando l’anniversario della guerra con molti ritratti del generale Abdel Fattah al-Sisi, colui che ha guidato il colpo di stato contro Morsi e che di fatto oggi controlla la politica dell’Egitto. Poco dopo migliaia di sostenitori dei Fratelli Musulmani hanno cercato di raggiungere la principale piazza del Cairo. Le forze di sicurezza sono intervenute lanciando lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

Diversi scontri si sono verificati anche in altre città egiziane, tra cui Ismailia: il ministro della Salute ha detto che c’è stato un morto a Delga e un altro a Bani Suef, rispettivamente a circa 300 e 80 chilometri a sud del Cairo. La coincidenza tra celebrazioni per l’anniversario della guerra dello Yom Kippur e manifestazioni contro il governo ha portato ad alcune situazioni a dir poco surreali: come hanno riportato molti inviati stranieri e giornalisti e blogger egiziani, mentre al Cairo ci si scontrava violentemente in cielo gli aerei militari disegnavano dei grandi cuori.

 

I Fratelli Musulmani, il movimento politico-religioso di cui fa parte Morsi, hanno indetto altre manifestazioni per questa settimana: venerdì, hanno aggiunto, cercheranno di riunirsi a piazza Tahrir, al Cairo, il luogo simbolo delle proteste prima contro Hosni Mubarak e poi contro lo stesso Morsi.