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  • domenica 6 ottobre 2013

Il doppio raid delle forze speciali americane

Hanno colpito in Libia e in Somalia e hanno catturato uno dei terroristi sospettati per l'attacco a Nairobi del 1998

Aggiornamento 16,30 – Il governo libico ha chiesto «chiarimenti» sulla cattura di Abu Anas al-Libi, avvenuta ieri a Tripoli da parte di un gruppo di militari americani accompagnati da agenti della CIA e del FBI. Il comunicato è stato pubblicato su un sito internet del governo.

«Il governo libico sta seguendo le notizie sul cittadino libico ricercato dal governo americano», si legge nel comunicato: «Il governo libico ci tiene a perseguire i cittadini libici sul proprio territorio, indipendentemente dal tipo di reati che gli sono contestati». Il comunicato, scrive BBC, lascia supporre che il governo non fosse stato informato dell’arresto, come invece avevano assicurato alcune fonti all’interno dell’amministrazione americana.

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Sabato 5 ottobre le forze speciali americane hanno condotto a quasi tremila chilometri di distanza due raid per catturare dei sospetti terroristi. Un attacco è avvenuto in Somalia, scrive il New York Times, ed è fallito, mentre il secondo, compiuto a Tripoli, in Libia, ha portato alla cattura di Abu Anas al-Libi, uno dei terroristi più ricercati dall’FBI, ritenuto tra gli ideatori degli attacchi all’ambasciata americana di Nairobi, il 7 agosto 1998.

Il segretario di Stato statunitense John Kerry ha dichiarato domenica 6 ottobre che queste due operazioni dimostrano che «I terroristi possono scappare, ma non possono nascondersi». Per quanto non ci siano state conferme in proposito, quasi tutti i commentatori concordano sul fatto che i due raid non sono collegati, ma che portarli a termine contemporaneamente è stato un segno di determinazione dell’amministrazione americana e un deliberato sfoggio di forza e capacità organizzativa.

Al-Libi, 49 anni, è stato catturato a Tripoli ieri da alcuni soldati americani assistiti da agenti dell’FBI e della CIA. Sabato mattina al-Libi stava parcheggiando la sua auto fuori di casa quando tre automobili lo hanno circondato. Alcuni uomini sono scesi immediatamente, hanno rotto il finestrino e gli hanno sfilato la pistola che portava con sé ancora prima che potesse estrarla, ha dichiarato suo fratello all’Associated Press.

Al-Libi è stato incriminato nel 2000 per la strage di Nairobi in cui una bomba davanti all’ambasciata americana uccise più di 200 persone e ne ferì 5mila. Il raid per catturarlo è stato compiuto in accordo con le autorità libiche. Al-Libi ora si trova in un luogo sicuro al di fuori della Libia e sarà probabilmente processato negli Stati Uniti, scrive la CNN citando fonti ufficiali dell’amministrazione americana.

L’altro raid è avvenuto poco prima dell’alba, nella città somala di Barawe. In questo attacco, a quanto pare, è stato impiegato un reparto di Navy SEALs, le forze speciali della marina americane responsabili dell’attacco ad Abbotabad in cui venne ucciso Osama Bin Laden.

Secondo le ricostruzioni degli abitanti della città e le poche informazioni diffuse da fonti ufficiali americane, le forze speciali hanno attaccato la città prima dell’alba. Il loro obiettivo era una costruzione dove risiedeva un importante leader di al Shabaab di cui non è stato diffuso il nome. L’attacco sarebbe stato deciso circa 10 giorni fa e sarebbe collegato all’attacco al centro commerciale di Nairobi, in Kenya, rivendicato proprio da al Shabaab.

Nell’attacco le forze speciali hanno incontrato una resistenza più forte del previsto e la missione è stata annullata prima di poter confermare la morte del bersaglio. Al Shabaab, che ieri aveva dato la notizia di aver subito un attacco da parte di forze speciali “occidentali”, ha dichiarato che un miliziano è stato ucciso, ma che nessuno dei suoi leader è stato coinvolto nell’attacco.

 

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