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  • domenica 22 Settembre 2013

Bo Xilai è stato condannato all’ergastolo

Il politico cinese espulso dal partito lo scorso marzo e al centro di un grosso scontro di potere

Domenica 22 settembre il tribunale di Jinan, nella provincia dello Shangdong in Cina, ha condannato all’ergastolo Bo Xilai – ex segretario del Partito Comunista nella municipalità di Chongqing – per corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere. Bo Xilai ha ora la possibilità di presentare ricorso in appello entro dieci giorni. Il processo, che si era concluso il 26 agosto, era stato seguito dalla stampa di tutto il mondo, sia per la rilevanza politica dell’imputato, sia perché la vicenda – molto intricata – è stata definita uno dei maggiori scandali della Cina dalla fine del maoismo.

Il tribunale ha condannato Bo Xilai all’ergastolo per il reato di corruzione, a quindici anni per appropriazione indebita, a sette anni per abuso di potere. Durante il processo, l’ex leader del Partito Comunista di Chongqing aveva negato tutte le accuse nei suoi confronti, secondo cui Bo Xilai avrebbe incassato tangenti per 27 milioni di yuan, pari a oltre 3 milioni di euro, e utilizzato la propria posizione per coprire il caso di omicidio in cui è stata coinvolta sua moglie, Gu Kailai.

I problemi di Bo Xilai sono iniziati nel febbraio 2012 quando Wang Lijun, ex capo della polizia di Chongqing e suo ex braccio destro, ha consegnato ai vertici di Pechino un dossier con le prove delle presunte azioni criminose di Bo, compreso il legame tra la famiglia di Bo Xilai e Neil Heywood, un cittadino britannico che lavorava in Cina come consulente e che era stato trovato morto in un albergo di Chongqing (dove Bo Xilai era segretario locale del partito). Il 10 aprile del 2012 la moglie di Bo Xilai, Gu Kailai, era stata accusata di aver ucciso Heywood: il movente sarebbe stato un conflitto su interessi economici.

Il processo a carico di Gu Kailai si era concluso con una sentenza di condanna a morte, ma la pena era stata accompagnata da una sospensione di due anni e sarà probabilmente commutata in una condanna di carcere a vita. Le accuse di omicidio contro Gu Kailai avevano coinvolto anche Bo, che era stato espulso dal partito comunista cinese il 28 settembre 2012.

Secondo alcuni osservatori internazionali, il processo nei confronti di Bo Xilai è stato un atto politico da parte dei vertici del partito: Bo era espressione dell’ala più conservatrice del PCC e la sua vicenda ha rappresentato uno dei momenti più intensi delle lotte interne tra i massimi dirigenti. Molte cose sono comunque rimaste poco chiare, nonostante il tribunale abbia deciso di rendere pubblici molti documenti del procedimento. Il cadavere di Neil Heywood, ad esempio, è stato cremato prima che venisse accertato definitivamente che la causa della sua morte era un avvelenamento da cianuro, come diceva l’accusa, e uno dei medici forensi che si era occupata del caso si era dimessa poco prima del processo perché contraria alla gestione delle procedure.

Foto: (Feng Li/Getty Images)