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  • sabato 10 Agosto 2013

Gli scontri a Belfast

Una manifestazione di repubblicani ha causato violenze e una trentina di feriti

Ventisei poliziotti e almeno quattro manifestanti sono stati feriti venerdì 9 agosto a Belfast, nell’Irlanda del Nord, in una serie di incidenti collegati a una manifestazione politica. Diverse automobili sono state incendiate durante gli scontri e numerosi negozi sono stati distrutti. La polizia dell’Irlanda del Nord ha dichiarato che due dei poliziotti feriti sono stati ricoverati in ospedale.

Gli scontri sono cominciati quando un gruppo di lealisti, gli abitanti dell’Irlanda del Nord favorevoli all’unione con il Regno Unito, hanno cercato di impedire l’accesso a una strada di Belfast ad una parata dei repubblicani, favorevoli all’unione con l’Irlanda (la divisione coincide con quella tra cattolici e protestanti). Il capo della polizia ha dichiarato che la parata era stata autorizzata dall’ufficio che si occupa di regolare questo tipo di eventi, la Commissione per le parate. A metà luglio c’erano stati altri scontri nella città, causati da alcune parate organizzate dai lealisti (a volte chiamati anche “unionisti”).

La parata era preceduta da centinaia di agenti e decine di veicoli della polizia. Quando il corteo si è avvicinato a Royal Avenue, la polizia è stata attaccata con mattoni e bottiglie. Nel corso degli scontri la polizia ha utilizzato proiettili di gomma e idranti. Alcuni lealisti hanno accusato la polizia di aver esagerato nell’uso della forza. Royal Avenue si trova nel centro della città ed è una delle strade principali, dove si affacciano numerosi negozi e gli alberghi più importanti.

La manifestazione dei repubblicani doveva commemorare l’introduzione della Internement Law, entrata in vigore il 9 agosto del 1971. La legge, approvata durante uno dei momenti di maggiore violenza politica in Irlanda del Nord, permetteva alla polizia di arrestare e trattenere a tempo indeterminato i sospettati di legami con il terrorismo.

Il capo della polizia ha dichiarato che gli scontri di ieri sono particolarmente preoccupanti. Da anni in Irlanda del Nord è in corso un processo di pacificazione che ha portato a una considerevole diminuzione delle violenze, anche se la città continua a essere profondamente divisa – anche fisicamente, nonostante il governo si sia impegnato ad abbattere i famosi “muri di Belfast” – tra le zone cattoliche e quelle protestanti.