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  • sabato 20 Luglio 2013

La rivolta degli immigrati a Nauru

Nella più piccola repubblica del mondo, nell'Oceano Pacifico, più di 500 persone hanno incendiato il centro di detenzione gestito dal governo australiano

Nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 luglio diverse persone sono state ferite e alcune decine sono state arrestate dopo che una rivolta è scoppiata nel centro di detenzione per immigrati a Nauru, nel Pacifico meridionale. Il centro è gestito dal governo australiano, anche se ha sede nella piccola isola indipendente di Nauru.

La rivolta è cessata durante la notte, quando i residenti, armati di machete e altre armi improvvisate, sono intervenuti insieme alla polizia. Secondo i primi resoconti arrivati dall’isola, quasi tutte le strutture del centro di detenzione sono state incendiate e al momento non sono utilizzabili. Nella notte, il presidente della piccola repubblica ha emanato alcuni decreti di emergenza per permettere alla polizia di fronteggiare la rivolta, tra cui uno per consentire alla polizia di arrestare e trattenere i sospetti fino a sette giorni, anche senza la formalizzazione di un’accusa.

Il centro di detenzione sull’isola può ospitare fino a 616 persone. Al momento ci sono 550 immigrati, in gran parte iraniani che hanno fatto richiesta di asilo politico in Australia. Il governo australiano ha rimpatriato gran parte del personale che si trovava sull’isola, mentre i rifugiati sono stati sistemati in alcune tende provvisorie, in attesa che venga costruito un nuovo campo.

Il centro di detenzione dell’isola di Nauru esiste dal 2001 e venne costruito dal governo australiano in cambio di circa 15 milioni di euro di aiuti allo sviluppo dell’isola. Il governo australiano decise di non utilizzare più il centro di detenzione nel dicembre del 2007, ma cambiò idea nel 2012. Da circa un anno, quindi, vengono inviati a Nauru gli immigrati che fanno richiesta di asilo politico una volta arrivati in Australia: si tratta soprattutto di iraniani, tamil dello Sri Lanka, iracheni e pakistani. Amnesty International ha definito il centro di detenzione «una catastrofe umanitaria».

L’isola di Nauru si trova a circa 4.500 chilometri dall’Australia. Ha una superficie di 21 chilometri quadrati e una popolazione di poco più di 9 mila abitanti: è la più piccola repubblica del mondo. Il 90 per cento della popolazione è disoccupato e l’isola si trova in una grave crisi economica da quando, all’inizio degli anni 2000, ha dovuto rinunciare alla legislazione che la rendeva un paradiso fiscale.

Il primo ministro australiano, Kevin Rudd, ha annunciato che tutte le domande di asilo provenienti da Nauru sono state bloccate e che d’ora in poi tutti gli immigrati che arriveranno in Australia via mare saranno inviati in Papua Nuova Guinea, senza avere la possibilità di fare richiesta d’asilo in Australia.

Foto: TORSTEN BLACKWOOD/AFP/Getty Images