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  • venerdì 5 Luglio 2013

Le liti dei Mandela

I familiari di Nelson Mandela sono finiti in tribunale per questioni legate alla futura sepoltura e la gestione della cospicua eredità

Da almeno due anni la famiglia di Nelson Mandela è divisa sul luogo della sepoltura dei figli dell’ex presidente del Sudafrica, che da sabato 8 giugno si trova in un ospedale di Pretoria per un’infezione polmonare. La questione riguarda direttamente i suoi figli ma in realtà soprattutto la futura sepoltura dello stesso Mandela, poiché le tradizioni della sua etnia, quella dei Xhosa, impongono che i membri di una stessa famiglia vengano sepolti nello stesso luogo. Da una parte c’è Mandla, nipote molto amato che da anni è una specie di “capofamiglia”; dall’altra un pezzo della vasta famiglia guidato dalla figlia primogenita di Nelson, Makaziwe Mandela, e dall’attuale moglie Graça Machel.

Inizialmente le cose sembravano chiare. Nelson Mandela avrebbe infatti detto fin dal 1996 di voler essere seppellito a Qunu, un villaggio nel sud dove era cresciuto, vicino a una casa che lui stesso fece costruire e dove si trovavano le tombe dei suoi familiari. Tra queste, quelle dei tre figli nati dal primo matrimonio con Evelyn Ntoko Mase: Thembekile, morta a 24 anni in un incidente; Makgato, padre di Mandla, morto di AIDS a 55 anni; Makazive, morta a pochi mesi dalla nascita nel 1948. Delle sue volontà non ci sarebbero però prove scritte, e questo avrebbe causato la contesa.

Secondo il nipote Mandla, Mandela non dovrebbe essere sepolto a Qunu ma nel villaggio in cui era nato: Mvezo, a 20 chilometri circa di distanza, dove abita oggi lo stesso Mandla. Nel 2011 Mandla decise la riesumazione e il trasferimento durante la notte da Qunu a Mvezo del corpo dei tre figli senza consultare gli altri familiari. Lo scorso 28 giugno il resto della famiglia ha presentato ricorso in tribunale. Mercoledì 3 luglio un giudice della corte di Mthatha ha deciso che le spoglie dei figli di Mandela vanno nuovamente portate a Qunu, poiché il nipote Mandla le ha riesumate senza permesso.

Alla base della vicenda, secondo molti giornali locali, ci sarebbe però una questione legata al diritto di ereditare il titolo, le funzioni e i poteri di “capo clan”. La posizione di Mandla non è infatti chiara: il titolo gli venne tacitamente riconosciuto nel 2007 dopo la rinuncia di Mandela e Mandla ha probabilmente voluto rafforzare la propria posizione spostando i resti dei figli di Mandela a Mvezo. E c’è anche una questione economica: altre due figlie di Mandela, Pumla Makazive e Zenani, hanno intentato una causa contro due collaboratori storici dell’ex presidente sudafricano: gli avvocati George Bizos e Bally Chuene, componenti dei consigli di amministrazione di due fondi di investimento (Harmonieux Investment Holdings e Magnifique Investment Holding), accusati di gestire il cospicuo patrimonio con negligenza e a proprio favore.