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  • giovedì 4 Luglio 2013

Gli errori dei Fratelli Musulmani

Bernard Guetta analizza le scelte sbagliate che hanno portato alla deposizione di Morsi in Egitto, a partire dall'incapacità di farsi degli amici

Mercoledì 3 luglio il presidente dell’Egitto, Mohamed Morsi, è stato deposto dall’esercito. Era stato eletto democraticamente un anno fa dopo la caduta di Hosni Mubarak. Su quali siano state le cause del fallimento politico di Morsi e dei Fratelli Musulmani se ne sta scrivendo molto. Internazionale ha pubblicato un editoriale del giornalista francese Bernard Guetta, secondo il quale Morsi ha fatto tre grandi errori – relativi a scelte politiche ed economiche sbagliate – che l’hanno portato a inimicarsi il popolo e a spingere l’esercito a fare ciò che ha fatto.

Questa è la storia di una somma di errori e del colpo di stato militare che alla fine li ha puniti, un colpo di stato che i paladini della democrazia non possono applaudire. Al governo dopo le prime elezioni libere della storia dell’Egitto, i Fratelli musulmani non hanno compreso la fragilità del loro potere, e questo è stato il loro primo errore.

A loro giustificazione va detto che erano stati perseguitati durante tutto il dopo-guerra, erano l’unica organizzazione d’opposizione presente su tutto il territorio e sostenuta da militanti devoti, incarnavano un’alternativa ideologicamente coerente alla dittatura mentre le forze laiche erano profondamente divise e soprattutto, prima di tutto, erano in totale sintonia con la metà del paese più religiosa, conservatrice ed economicamente liberale.

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