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  • sabato 29 Giugno 2013

Chi è il nuovo sindaco di Messina

Renato Accorinti è un attivista pacifista contrario al ponte dello Stretto, appoggiato solo da una lista civica, che ha vinto a sorpresa contro il candidato di PD e UdC

Domenica 23 e lunedì 24 giugno in Sicilia si è votato per i ballottaggi in tre capoluoghi di provincia siciliani: Messina, Siracusa e Ragusa. A Messina ha vinto Renato Accorinti della lista “Renato Accorinti Sindaco – Cambiamo Messina dal basso“. Ha ottenuto il 52,7 per cento delle preferenze (47.866 voti) battendo il candidato di centrosinistra e dell’UdC, Felice Calabrò.

La vittoria di Accorinti è stata una grande sorpresa. Al primo turno, Accorinti aveva preso il 23 per cento dei voti, mentre il suo sfidante al ballottaggio aveva mancato la maggioranza assoluta – che lo avrebbe eletto subito – per 59 voti, fermandosi al 49,94 per cento. Calabrò era sostenuto da potenti politici locali e nazionali come il ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia (UdC) e il parlamentare del PD Francantonio Genovese.

Accorinti era appoggiato da diversi comitati civici, come ad esempio il movimento “No Ponte”, di cui è uno dei fondatori. Probabilmente il comitato più importante, ha raccontato Accorinti, è stato quello del Teatro Pinelli, che occupa un vecchio edificio nel centro di Messina. All’interno di quell’iniziativa è nata la candidatura a sindaco di Accorinti, quando il 16 dicembre 2012 è cominciata nel teatro la raccolta delle firme necessarie a presentare la lista.

Dopo il ballottaggio, i giornali nazionali si sono interessati molto alla vicenda politica di Accorinti, 59 anni, da molti anni attivista per i diritti umani, nel movimento ambientalista e nella lotta alla mafia. Quando la vittoria è stata sicura, già nel tardo pomeriggio di lunedì, Accorinti ha festeggiato con i suoi sostenitori indossando la maglietta arancione “No Ponte”, simbolo di una delle battaglie che ha sostenuto in questi anni, quella contro il ponte sullo Stretto di Messina. Ha detto che in futuro non indosserà più la maglietta, perché rappresenta “una battaglia vinta”.

Una delle sue prime dichiarazioni è stata: «il primo passo verso il cambiamento sarà abbattere ogni muro che separa Palazzo Zanca dai cittadini» (Palazzo Zanca è la sede del comune di Messina). Al momento di ricevere la fascia tricolore dal commissario governativo uscente Luigi Croce – arrivato a metà settembre 2012 – Accorinti l’ha passata a un bambino di 11 anni. All’arrivo in Comune si era tolto le scarpe ed era rimasto a piedi nudi («un atto di umiltà», lo ha definito, «per tenere i piedi a contatto con la terra»).

A proposito di abbattere i muri, Accorinti è stato di parola. Mercoledì 26 giugno è arrivato in bicicletta a palazzo Zanca, dove in passato, ha detto, «ho avuto difficoltà pure ad entrare e sono stato spesso cacciato come un appestato». Insieme ad alcuni dipendenti del Comune ha tolto le barriere di vetro dei tornelli che impedivano il libero accesso nel palazzo, operazione che ha causato la protesta di un consigliere del PdL.

Accorinti ha già nominato gli otto assessori della sua giunta, ma nei prossimi mesi dovrà trovare un modo di far approvare i provvedimenti più importanti contando solo su 4 consiglieri eletti al primo turno nella sua lista (che ha preso meno della metà dei voti che sono andati a lui come sindaco), mentre 24 su 40 sono stati eletti con la coalizione di centrosinistra e l’UdC. Ha già annunciato che rinuncerà allo stipendio di sindaco e manterrà solo quello di insegnante.

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