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  • mercoledì 26 Giugno 2013

Julia Gillard si è dimessa

La primo ministro dell'Australia ha perso il confronto nel partito laburista col suo rivale storico Kevin Rudd, che prenderà il suo posto anche al governo

Julia Gillard si è dimessa da primo ministro dell’Australia, dopo aver perso il confronto per la guida del partito laburista con il suo predecessore Kevin Rudd. I 102 dirigenti del partito laburista chiamati a votare non hanno confermato la loro fiducia a Gillard con 57 voti contro 45, così Kevin Rudd diventa di nuovo, oltre che capo del partito, anche primo ministro del paese. Insieme a Gillard hanno annunciato le dimissioni altri esponenti del governo. Così come in Regno Unito, in Australia il capo del partito di maggioranza parlamentare è il candidato naturale alla carica di primo ministro, perciò se un primo ministro perde il consenso del suo partito perde anche la premiership.

La procedura di confronto all’interno del partito (“leadership spill”) viene adottata in Australia quando un leader non ha più consenso sufficiente all’interno del partito e quando ci sono contrasti o vedute differenti sulla linea politica da tenere. In questo caso la votazione era stata chiesta dalla stessa Gillard, dopo le voci circolate riguardo l’intenzione di alcuni parlamentari laburisti di chiedere una votazione interna sulla sua leadership. Gillard ha dichiarato di non sapere nulla di questa petizione ma ha spiegato che «in queste circostanze sia nel miglior interesse della nazione e nel miglior interesse del partito laburista risolvere questa vicenda».

Gillard ha perciò chiesto il confronto col suo storico rivale, Kevin Rudd, per mettere fine alle polemiche che da mesi vedono contrapposti i loro sostenitori in vista delle elezioni del prossimo 17 settembre (alle quali sono favoriti i conservatori di Tony Abbott). «Sono stata in competizione col capo dell’opposizione ma anche con persone del mio stesso partito politico», ha detto Gillard, aggiungendo che «chiunque partecipi a questo ballottaggio dovrebbe farlo alle seguenti condizioni: chi vince diventa leader laburista, chi perde si ritira dalla politica».

Kevin Rudd diventa quindi di nuovo primo ministro, dopo essere riuscito a portare il partito laburista australiano al governo nel 2007 dopo un decennio di governo conservatore: la sua popolarità però cominciò a scendere pochi mesi dopo la vittoria elettorale, finché non fu sostituito nel giugno 2010 dalla sua vice Julia Gillard, perdendo il voto di fiducia in un confronto simile a quello di oggi. Rudd era diventato poi ministro degli Esteri e dopo settimane di incomprensioni si era dimesso, lasciando intendere di volersi riprendere l’incarico di primo ministro. Si era tornati quindi a questo tipo di confronto a febbraio 2012 ma Gillard lo aveva battuto di nuovo, ottenendo la fiducia del partito. In quell’occasione Duncan Kennedy, commentatore della BBC, sottolineò come lo scontro tra Gillard e Rudd non fosse mai stato “una battaglia di idee” bensì una “contesa per il potere”. Entrambi i candidati, anche in queste due precedenti occasioni, si erano impegnati a rinunciare a incarichi ministeriali e a mettere fine a ogni ambizione di leadership in caso di sconfitta.