• Mondo
  • mercoledì 23 Giugno 2010

Una donna alla guida dell’Australia

Julia Gillard è il nuovo premier: ha battuto l'attuale primo ministro Rudd in un confronto interno al partito

Nata in Galles nel 1961, si è trasferita in Australia con i suoi genitori quando aveva cinque anni.

Aggiornamento del 24 giugno 2010
Julia Gillard ha da poco conquistato la carica di primo ministro dell’Australia. La nuova premier, la prima donna ad assumere tale ruolo nella storia del paese, ha vinto il confronto con l’ex primo ministro Kevin Rudd, che aveva indetto un “leadership spill” per verificare l’appoggio del partito laburista al governo. Gillard ha già giurato e governerà l’Australia fino alle prossime elezioni, che potrebbero essere anticipate per consentire agli elettori di scegliere direttamente il loro nuovo premier.

– — —– — –

La laburista Julia Gillard potrebbe essere il prossimo primo ministro australiano. L’attuale premier e suo compagno di partito, Kevin Rudd, ha infatti accettato di confrontarsi in un “leadership spill” domani per decidere chi prenderà il comando del partito. In Australia la procedura viene solitamente adottata quando un leader non ha più un consenso sufficiente all’interno del partito per portare avanti le proprie politiche o le promesse formulate in campagna elettorale. Nel caso dei laburisti, il partito è anche al governo e dunque il vincitore dell’elezione per la leadership non ottiene solamente la guida della fazione politica ma anche la carica di primo ministro.

Gillard e Rudd si sfideranno tra poche ore e chi avrà ottenuto il maggior numero di voti sarà anche il primo ministro dell’Australia. Julia Gillard potrebbe diventare il primo premier donna nella storia dell’Australia e può fare affidamento sulle ali estreme del partito laburista australiano. La richiesta per il “leadership spill” è arrivata dalla stessa Gillard, come ha da poco confermato Rudd, che ha indetto la votazione per domani ricordando che faccende come queste «devono essere risolte il più velocemente possibile».

Rudd sta affrontando un notevole calo di consensi sia all’interno del partito che da parte dei sindacati e di altre associazioni esterne al Parlamento.

«È ormai chiaro che diversi esponenti del mio partito non sostengono più la mia leadership, ed è dunque imperativo che questo problema venga risolto. Sono stato eletto dagli elettori australiani per fare un lavoro. Non sono stato eletto dai membri del partito laburista».

Rudd confida di poter mantenere l’incarico nonostante le incomprensioni e le critiche ricevute all’interno del partito, ma secondo gli osservatori politici Gillard potrebbe avere diverse chances per conquistare il controllo del partito. Nata in Galles (Gran Bretagna) nel 1961, si è trasferita in Australia con i suoi genitori quando aveva cinque anni. Terminati gli studi in legge nel 1986, ha lavorato in uno studio di avvocati occupandosi principalmente di diritto del lavoro. Pochi anni prima, Gillard aveva dimostrato il proprio interesse per la politica e le tematiche sociali diventando uno dei leader dell’Australian Union of Students.

Tra il 1996 e il 1998 ha lavorato nello staff del leader laburista John Mansfield Brumby, occupandosi tra l’altro di una proposta di legge per le quote rosa in parlamento e una fondazione per i diritti delle donne. Nel 1998 ottiene un seggio in parlamento, mentre tra il 2001 e il 2003 diventa ministro ombra per le politiche sull’immigrazione per poi diventare ministro ombra della sanità. Nel 2005 Gillard arriva a un passo dalla candidatura come leader del partito laburista, ma decide di fare un passo indietro per non turbare gli equilibri nel partito.

Dopo la vittoria del partito laburista alle politiche del 2007 Julia Gillard è stata nominata vice primo ministro, divenendo la prima donna ad assumere tale carica in Australia. A poche settimane dalla nomina, ha potuto sperimentare l’esperienza da premier per alcuni giorni quando ha sostituito Rudd, impegnato nella conferenza sul clima dell’ONU organizzata a Bali. Entro poche ore Gillard potrebbe diventare primo ministro a tutti gli effetti.