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  • venerdì 17 maggio 2013

Il sindaco di Toronto fuma crack?

Lo scrive Gawker, a cui è stato avventurosamente offerto un video che però costa troppo: la storia

Il sindaco conservatore di Toronto, Rob Ford, 43 anni, è un personaggio politico parecchio discusso, che ha fatto molto parlare di sé negli ultimi tre anni per cose più o meno serie, riprese puntualmente dalla stampa americana e canadese: tra le altre, avere maltrattato verbalmente poliziotti e giornalisti ed essere stato condannato per conflitto di interessi. L’ultima combinata da Ford, secondo il sito americano Gawker, sarebbe piuttosto grave: il sindaco avrebbe comprato e fumato crack, e un giornalista di Gawker avrebbe visto un video che lo dimostra.

I giornalisti di Gawker hanno detto di essere stati contattati la settimana scorsa da una persona che ha detto di avere questo filmato, aggiungendo qualche informazione in più: il video sarebbe stato girato negli ultimi sei mesi e il crack fumato da Ford sarebbe stato comprato da una banda di spacciatori da cui si rifornirebbero buona parte dei fumatori di crack di Toronto. Per convincere i giornalisti di Gawker della veridicità del suo racconto, l’informatore gli avrebbe mostrato una foto, pubblicata poi sul sito, in cui si vede Ford visibilmente divertito in mezzo ad altre persone: Gawker ha sfocato le facce dei presenti tranne quella del ragazzo alla destra del sindaco, Anthony Smith. Smith era uno studente 21 enne che è stato ucciso due mesi fa fuori da un locale in una sparatoria tra gang rivali. Secondo l’informatore, Smith era il fornitore di crack di Ford, e la foto sarebbe stata scattata proprio durante un incontro del sindaco di Toronto con Smith. Gawker riporta anche una foto, pubblicata in un vecchio articolo del National Post, in cui Ford indossava la stessa felpa che indossa nella foto con Smith.

John Cook, il giornalista di Gawker che ha effettivamente preso contatto con l’informatore, racconta di come è riuscito a vedere il video. Il primo incontro, scrive Cook, andò a vuoto: si vide con l’informatore in una stazione di autobus di Toronto, di notte, ma la persona proprietaria del video non si presentò. La mattina dopo Cook aveva il volo per tornare a casa e mentre si aggirava per il centro commerciale dell’aeroporto ricevette un messaggio sul telefono: l’informatore gli dava appuntamento in un ristorante vicino all’aeroporto. Da lì, Cook fu portato a incontrare il proprietario del video.

Il primo incontro si tenne in auto: l’informatore e il proprietario del filmato scambiarono qualche parola in una lingua che non era inglese, scrive Cook, non specificando nulla di più. Dopo una lunga attesa, a Cook fu mostrato il video: c’era Rob Ford, seduto, in una stanza di una casa. In una mano teneva una pipa di vetro, fatta da una palla da cui partivano due piccoli cilindri, mentre nell’altra mano teneva un accendino. Una voce fuori campo, impastata, si stava lamentando delle politiche canadesi, in quello che sembrava un tentativo di provocare una reazione di Ford: «Pierre Trudeau era un finocchio!» (Trudeau fu un importante politico liberale e primo ministro del Canada per due volte). Poi Ford, con la pipa in una mano e l’accendino nell’altra, accendeva la pipa e inspirava, con una faccia arrossata e il respiro pesante.

Cook voleva però qualche informazione in più: chiese al proprietario del video se il filmato era stato girato da lui, se era sicuro che la pipa contenesse crack e se aveva visto fumare Ford prima di quell’occasione: per tutte le domande ottenne un “sì”. I due uomini volevano vendere il video a Cook per una cifra molto superiore a quella che il giornalista si aspettava di offrire: gli dissero che il denaro serviva al proprietario del video per lasciare la città e che c’era una testata canadese, di cui non rivelarono il nome, che aveva offerto 40mila dollari, troppo pochi per il proprietario, che voleva una cifra molto superiore. Il problema era che Cook non aveva tutti quei soldi. Ma la storia era grossa, e Cook poteva provare a coinvolgere un altro giornale, importante, con più risorse finanziarie di Gawker. Cook decise di contattare un conoscente che lavorava per CNN, che a sua volta contattò il suo produttore, che a sua volta si rivolse a un giornalista di CNN Canada, che a sua volta, inaspettatamente, chiamò un suo contatto che lavorava nell’ufficio di Ford. Qui la storia si ferma, almeno per ora: il video è rimasto nelle mani del suo proprietario.

Cook ha deciso di raccontare tutta la storia su Gawker scrivendo, alla fine: «Chi voglia acquistare il video, me lo faccia sapere. Lo posso mettere in contatto con un ragazzo». Poco dopo la pubblicazione Cook ha aggiunto un aggiornamento all’articolo, riportando per intero una mail che ha ricevuto da Dennis Morris, che ha scritto di essere l’avvocato del sindaco Ford. Morris ha sostenuto che il suo cliente nega quanto riportato, sostenendo di non avere fumato crack, e aggiunge che se il video sarà pubblicato Cook sarà ritenuto responsabile e querelato per diffamazione.

foto: Rob Ford (AP Photo/THE CANADIAN PRESS,Nathan Denette)