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  • Domenica 12 maggio 2013

Le bombe esplose in Turchia

Hanno ucciso almeno 43 persone e ne hanno ferite più di 100: l'attentato è avvenuto ieri vicino al confine con la Siria, il governo turco ha accusato il regime di Assad

People stand on the site of a car bomb explosion on May 11, 2013 near the town hall of Reyhanli, just a few kilometres from the main border crossing into Syria, killing 18 people in one of the deadliest recent attacks in the volatile area. Two explosive-laden cars blew up in a small Turkish town near the volatile border with Syria on Saturday. The attacks in the town of Reyhanli, just a few kilometres from the main border crossing into Syria, come amid increasingly bellicose criticism by Ankara of the regime in Damascus. AFP PHOTO/ IHLAS NEWS AGENCY ***TURKEY OUT*** (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)
People stand on the site of a car bomb explosion on May 11, 2013 near the town hall of Reyhanli, just a few kilometres from the main border crossing into Syria, killing 18 people in one of the deadliest recent attacks in the volatile area. Two explosive-laden cars blew up in a small Turkish town near the volatile border with Syria on Saturday. The attacks in the town of Reyhanli, just a few kilometres from the main border crossing into Syria, come amid increasingly bellicose criticism by Ankara of the regime in Damascus. AFP PHOTO/ IHLAS NEWS AGENCY ***TURKEY OUT*** (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)

Aggiornamento delle 12 – Muammer Guler, il ministro degli Interni turco, ha annunciato l’arresto di nove persone che sarebbero coinvolte con gli attentati di ieri, spiegando che  si tratta di un gruppo collegato all’agenzia dei servizi segreti siriani. Il governo siriano però ha negato qualsiasi collegamento con l’attentato. Secondo l’Associated Press, il numero dei morti sarebbe salito a 46.

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Due autobombe sono esplose in Turchia sabato 11 maggio, nella città di Reyhanil – nella provincia di Hatay, vicino al confine con la Siria – uccidendo almeno 43 persone e ferendone più di 100. Le due autobombe sono esplose davanti al palazzo comunale e a una scuola, danneggiando una serie di negozi e creando un cratere nella via principale della città.

Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha detto che si è trattato di un attentato legato alla guerra civile in corso in Siria, e ha accusato il regime del presidente Bashar al-Assad: «Crediamo che l’agenzia di intelligence del regime siriano e le organizzazioni armate siano tra i sospettati principali ad aver pianificato l’attentato», ha detto Bulent Arinc, il vice primo ministro turco. Il governo siriano non ha però commentato quanto detto dal governo turco.

Il capo dell’opposizione siriana in Turchia ha condiviso la posizione di Erdogan, spiegando che il regime siriano si sia voluto vendicare contro il governo turco per il suo aiuto ai ribelli e per aver accolto più di 300mila profughi siriani. Il governo turco non ha escluso, al momento, neanche un’altra ipotesi: alcuni esponenti hanno parlato di possibili responsabilità curde, riferendosi ai recenti accordi di mediazione tra la Turchia e i militanti curdi del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan).