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  • venerdì 3 Maggio 2013

I fratelli Tsarnaev volevano agire il 4 luglio

Il New York Times racconta un po' di informazioni in più sugli accusati degli attacchi alla maratona di Boston

Sono passati quasi 20 giorni dalle bombe alla maratona di Boston, che hanno ucciso 3 persone e ne hanno ferite almeno 180, e polizia ed FBI sono al lavoro per fare chiarezza e trovare nuove prove su Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, i due fratelli sospettati di avere organizzato ed eseguito gli attacchi esplosivi. Il primo è morto durante una sparatoria con la polizia, mentre cercava di scappare; il secondo è stato arrestato gravemente ferito dopo quasi un giorno di ricerche in un sobborgo di Boston. È stato interrogato più volte e secondo la stampa statunitense, che cita fonti tra gli investigatori, avrebbe ammesso di avere pensato a una serie di attacchi esplosivi per il 4 luglio, il giorno dell’indipendenza americana.

Il New York Times scrive che il 21 aprile, quindi un paio di giorni dopo l’arresto, Dzhokhar ha raccontato all’FBI la propria versione su come sono andate le cose alla maratona e sul piano studiato insieme con il fratello maggiore Tamerlan. Gli agenti lo hanno interrogato senza concedergli il “Miranda warning”, l’avviso che si dà negli Stati Uniti ai sospettati dopo l’arresto e che consente loro di rimanere in silenzio, in attesa di essere assistiti da un avvocato. In casi eccezionali, fu stabilito da una sentenza della Corte Suprema nel 1984, la regola può non essere applicata e si può procedere all’immediato interrogatorio del sospettato.

Dzhokhar ha dato le proprie risposte a voce, con cenni della testa e scrivendo su alcuni fogli: durante la fuga ha infatti riportato una profonda ferita alla gola, che non gli consente ancora di parlare a lungo e di esprimersi chiaramente a voce. Stando alle informazioni raccolte dal New York Times, grazie a diverse fonti tra la polizia e gli agenti dell’FBI, Dzhokhar ha spiegato che lui e Tamerlan inizialmente avevano pensato di condurre i loro attacchi esplosivi il 4 luglio. Il lavoro di preparazione delle bombe, ordigni alquanto rudimentali realizzati utilizzando pentole a pressione, richiese però meno tempo del previsto e questo li indusse ad accelerare i tempi e a colpire durante la maratona di Boston, giorno in cui la città è molto affollata.

I due fratelli fecero diversi viaggi di ricognizione lungo il percorso della maratona per decidere il punto in cui collocare le proprie bombe. Decisero di piazzarle nel tratto finale, a pochi metri di distanza dal traguardo dove ci sarebbe stata molta gente.

All’FBI, Dzhokhar ha spiegato che con il fratello aveva deciso di organizzare gli attacchi per colpire gli Stati Uniti, in parte per il loro impegno militare in Iraq e in Afghanistan. I due fratelli ritenevano che gli statunitensi stessero portando avanti una sorta di cospirazione contro i musulmani. Dzhokhar ha detto di non essere a conoscenza di altre trame terroristiche contro gli Stati Uniti e di avere agito esclusivamente insieme con il fratello, senza l’aiuto di altre persone.

Mercoledì 1 maggio, tuttavia, l’FBI ha condotto tre arresti nella zona di Boston. Le persone coinvolte sono sospettate di avere collaborato con Dzhokhar nei giorni dopo le bombe a Boston, aiutandolo a eliminare oggetti che se trovati avrebbero potuto portare alla sua incriminazione. Due di queste persone erano suoi compagni al college universitario in cui studiava.

L’FBI sta tenendo in particolare considerazione la confessione di Dzhokhar, spiegano sul New York Times, ma questo non significa che non stiano valutando altre possibilità e indizi per avere conferme o smentite di quanto sostenuto dal fratello Tsarnaev sopravvissuto. L’FBI si sta muovendo non solo negli Stati Uniti, ma anche all’estero: gli agenti hanno interrogato diverse possibili persone informate sui fatti in Russia, il paese di cui è originario Dzhokhar e lo era suo fratello. Diversi agenti sono stati inviati nel Daghestan, la turbolenta regione del Caucaso settentrionale dove Tamerlan aveva soggiornato per circa sei mesi nel 2012. Si ipotizza che lì avesse incontrato e frequentato alcuni militanti fondamentalisti islamici.

I servizi segreti russi contattarono in due fasi distinte l’FBI e la CIA nel 2011, segnalando Tamerlan Tsarnaev come un possibile estremista, e che aveva rafforzato le proprie convinzioni durante l’anno precedente, quando aveva iniziato a preparare il proprio soggiorno in Russia. L’FBI condusse una serie di indagini su Tamerlan e i suoi familiari, ma gli agenti conclusero che non costituisse un particolare pericolo. A una simile conclusione giunse anche la CIA dopo una serie di indagini separate.