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  • sabato 20 Aprile 2013

Il contrabbando dei pangolini

Su una nave cinese arenata sopra una barriera corallina nelle Filippine sono state trovate 12 tonnellate di carne dell'animale protetto

Le autorità filippine hanno accusato di bracconaggio 12 pescatori cinesi: sulla loro barca, arenata in un parco marino circa un migliaio di chilometri a sud della capitale Manila, sono state trovate trovate 12 tonnellate di carne di pangolino, un animale a rischio della cui carne è vietato il commercio dal 2002.

I pescatori sono in custodia da una decina di giorni. Non è ancora certo da dove arrivi la carne a bordo della nave: l’equipaggio dichiara di averla acquistata in Indonesia, ma le autorità sospettano che siano stati cacciati o acquistati nelle Filippine. Di sicuro c’è che i 12 pescatori a bordo dell’imbarcazione Min Long Yu il 9 aprile hanno speronato la barriera corallina che circonda l’atollo di Tubbataha, incagliandosi e distruggendone una parte. L’atollo è un parco naturale e un patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO. A gennaio l’atollo era stato speronato da un dragamine della marina militare americana, che venne smontato sul posto per evitare ulteriori danni. È stato possibile rimuovere la Min Long Yu soltanto oggi, minimizzando i danni alla barriera.

Quando le autorità sono salite a bordo hanno trovato circa 400 casse piene di carne di pangolino congelata. «È già abbastanza grave che una nave cinese sia entrate illegalmente nei nostri maria, abbia navigato senza documenti e si sia andata a schiantare in un parco marino patrimonio dell’UNESCO», ha detto il rappresentante del WWF delle Filippine: «È semplicemente deplorevole che in più si fingessero pescatori per contrabbandare specie protette».

I pangolini sono dei mammiferi che somigliano vagamente ai formichieri: hanno un corpo e un muso allungato e una lunga e spessa coda. Sono coperti di scaglie chitinose su quasi tutto il corpo. Da queste due caratteristiche deriva il loro soprannome: formichieri squamosi. I pangolini si cibano di insetti e vivono principalmente nell’Asia meridionale e in alcune zone dell’Africa orientale.

In Africa i pangolini vengono cacciati da sempre per la loro carne, ma uno dei rischi principali per la specie è il contrabbando verso la Cina, dove la loro carne è considerata una prelibatezza. Il Guardian ha citato l’intervista di un cuoco cinese che spiegava come vengono cucinati: «Li teniamo vivi in alcune gabbie fino a che il cliente non fa l’ordinazione. Quindi li stordiamo con un colpo alla testa e gli tagliamo la gola per raccoglierne il sangue. Si tratta di una morte lenta. A quel punto li bolliamo per rimuovere le scaglie. Tagliamo la carne in piccoli pezzi per farne numerosi piatti, tra cui brasati e zuppe. In genere dopo il pasto il cliente si porta a casa il sangue».

I pangolini sono ricercati anche perché, secondo la superstizione cinese, alcune parti del loro corpo avrebbero proprietà curative. Le scaglie, ad esempio, aiuterebbero le madri ad allattare. I pangolini sono solo una delle numerose specie utilizzate nella cosiddetta “medicina tradizionale cinese”. Oltre ai celebri corni di rinoceronte che dovrebbero curare l’impotenza, si utilizzano anche gusci di tartaruga, pelli di lucertole e serpenti, zampe d’orso. Quasi tutti questi animali appartengono a specie rare o in via di estinzione.

A causa di questa domanda – e della deforestazione, che ha portato alla distruzione del loro habitat – la popolazione di pangolini è sparita dalla Cina, dal Vietnam e del Laos, costringendo i bracconieri e i contrabbandieri a spingersi sempre più a sud. I 12 pescatori della Min Long Yu rischiano una multa di più di 200 mila euro e fino a 12 anni di carcere.

 Foto: AP Photo/Sakchai Lalit, File