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  • sabato 6 aprile 2013

La Corte costituzionale portoghese ha respinto la finanziaria

La decisione è arrivata questa notte e parecchie misure di austerità sono state bocciate: ci sono di mezzo i 78 miliardi di euro concessi da UE e FMI

Ieri notte la Corte costituzionale del Portogallo ha respinto i tagli alle pensioni e agli stipendi dei dipendenti pubblici approvati dal governo nell’ultima manovra economica. Questa decisione mette a rischio i 78 miliardi di euro di aiuti economici che il paese attende dalle istituzioni internazionali e costringerà il primo ministro Pedro Passos Coelho – del Partito Social Democratico (PSD) di centrodestra – a negoziare altre misure per i conti pubblici con l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale.

Il Portogallo è un paese di 10 milioni di abitanti con un PIL di 168 miliardi di euro. Gli aiuti, pari a quasi metà del PIL, sono stati garantiti al paese nel 2011 in cambio di una fortissima riduzione della spesa pubblica. Al momento 61 miliardi di aiuti sono già stati erogati. La manovra economica su cui si è espressa la Corte costituzionale è particolarmente dura e solo alcune misure sono state bocciate: tra quelle che non sono state toccate c’è un aumento dell’aliquota fiscale standard dal 24,5% al 28,5%. Con questa manovra il governo pensava di potere aumentare le sue entrate fiscali del 30%.

Il giudici hanno impiegato 3 mesi a deliberare e hanno bocciato 4 misure di austerità su nove: i tagli alle pensioni e agli stipendi dei dipendenti pubblici (entrambi di circa il 7% annuo), i tagli alle indennità per i disoccupati e per i malati. Secondo alcune stime, la decisione della corte ha cancellato circa 1,3 miliardi di tagli o di nuove entrate su un totale di 5 miliardi presenti nella manovra. Anche l’anno scorso il governo di centrodestra di Coelho aveva dovuto riscrivere la legge finanziaria a causa di una decisione della Corte costituzionale.

L’opposizione ha chiesto al governo di dimettersi, ma il presidente della Repubblica, Anibal Cavaco Silva, ha dichiarato che la decisione della corte non mette a rischio il governo. Mercoledì un voto di sfiducia dell’opposizione è stato respinto in parlamento, rafforzando la legittimità del governo, ha detto Silva. Il governo ora sarà costretto a sottoporre al parlamento una variazione della legge di bilancio che trovi i soldi in qualche altro modo, oppure dovrà ridiscutere i termini degli aiuti economici.

Foto: Joaquim Sousa Ribeiro, presidente della corte costituzionale portoghese.
(PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP/Getty Images)

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